Calabria, è Guido Longo il nuovo commissario alla sanità: “Per amore della Calabria”

Dopo numerosi tira e molla, è stato ufficializzato il nome del nuovo commissario alla sanità della regione Calabria, recentemente declassata in “zona arancione“: trattasi del prefetto Guido Longo, come ufficializzato dal Premier Giuseppe Conte attraverso i propri account social: “Il nuovo commissario per la sanità calabrese è il prefetto Guido Longo. Un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità”.



Profilo differente

Dopo le ultime settimane che sono state costellate da situazioni ai limiti dell’imbarazzante, con più di qualche nome che è stato ufficializzato e poi “saltato” per diverse motivazioni, il governo sceglie un uomo “interno”, non affidandosi a tecnici, viste le recenti sperimentazioni. Longo ha espresso la propria soddisfazione per la nomina come Commissario per il piano di rientro dal deficit della sanità calabrese: “Ho accettato di fare il Commissario per la Sanità come atto d’amore verso la Calabria, che é la regione in cui mi sono formato professionalmente come funzionario di polizia. Il mio é anche un dovere istituzionale verso il Governo, che mi ha scelto e che ringrazio“.

Carriera e ruolo

Come si legge dal testo del Cdm, al neo Commissario è stato affidato “l’incarico prioritario di attuare i Programmi operativi 2019-2021 di prosecuzione del Piano di rientro nonché di tutti gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità, nei termini indicati dai Tavoli tecnici di verifica, ivi compresa l’attuazione del decreto legge 10 novembre 2020 n. 150″.
68 anni, ha lavorato nella Direzione investigativa antimafia, dove ha indagato sull’attentato a Giovanni Falcone, del 23 maggio 1992, ed in precedenza era stato investigatore della squadra mobile, addetto alle sezioni Narcotici e Omicidi. Adesso si trova a gestire una situazione delicata e complessa resa particolarmente impegnativa con l’aggravarsi della seconda ondata di Coronavirus, ma il governo spera che non sarà necessario un ulteriore cambiamento nel ruolo di Commissario.