Vaccino Pfizer, il Regno Unito da il via alla distribuzione. L’EMA: “Opportuni maggiori controlli”

E’ il Regno Unito il primo stato a dare ufficialmente l’ok per la prima distribuzione del vaccino anti Coronavirus realizzato dalle industrie farmaceutiche Pfizer e BioNTech. L’approvazione del trattamento è arrivata dalla Mhra, l’agenzia regolatrice dei farmaci nel paese, che ha dato l’ok al primo ordine per circa  20 milioni di persone di dosi del vaccino, annunciando che le prime iniezioni saranno già effettuate dalla settimana prossima.

Critiche da parte dell’EMA

Tuttavia l’Unione Europea (della quale il Regno Unito fa ancora parte fino al mese prossimo) manifesta la contrarietà nei confronti di questa scelta, giudicata troppo frettolosa la posizione del Regno Unito, che di fatto ha anticipato i tempi, bypassando il via libera dell’EMA, L’Agenzia europea per i medicinali, l’organo europeo che decide se un farmaco è stato sottoposto a sufficienti test prima di essere commercializzato nel continente. Ogni paese dell’Unione può però bypassare gli esami degli esperti europei e procedere con un’autorizzazione, solitamente  d’emergenza nazionale. Scelta però fortemente sconsigliata dall’Ema, che non può formalmente opporsi, visto che la scelta spetta ai governi dei singoli paesi, ma che tramite una nota (“L’Ema considera che l’autorizzazione condizionata sia il meccanismo più appropriato in questa emergenza pandemica”) fa capire subito l’intenzione di prolungare i controlli sul vaccino ancora per qualche settimana, invitando i paesi a fare altrettanto, per due motivazioni: la prima è fondamentalmente pratica, visto che maggiori controlli danno più certezza a virologi ed altri esperti del settore sugli eventuali effetti collaterali, la seconda è relativa all’impatto ai cittadini, visto che una distribuzione considerabile “frettolosa” non renderebbe i cittadini dubbiosi più inclini al vaccino.

Scontro politico

Quella del Regno Unito, che presto sarà ufficialmente fuori dall’Unione, sembra una scelta prevalentemente politica, come dichiarato anche da Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco: la scelta di anticipare solo di qualche settimana una decisione dell’EMA (che deciderà sul vaccino Pfizer entro il 29 dicembre) appare come un tentativo ulteriore dare un segnale dall’Unione Europea da parte del Regno Unito, decisione che è già stata appoggiata dai “pro Brexit”, mentre ha trovato ovvia opposizione dai “pro Europa”.