Come riconoscere la farina scaduta: ecco un metodo infallibile

A volte capita di comprare più di un pacco di farina per poi metterlo metterlo nel dimenticatoio e accorgersi un giorno della sua scadenza. Cosa fare a questo punto?

Bene, iniziamo col dire che la farina è uno di quegli alimenti che possono essere comunque consumati oltre la data di scadenza fino ad un massimo di 6 mesi, tuttavia prima di utilizzarla va setacciata minuziosamente per verificare l’eventuale presenza di insetti o muffe.

Come conservare la farina

La farina può essere conservata in un contenitore ermetico, è indifferente se sia di vetro o di plastica. Questo contenitore può essere riposto nella vostra cucina o nella vostra credenza a patto che sia in un luogo preferibilmente buio e fresco. La luce e il calore, infatti, sono agenti che favoriscono i proliferare di microrganismi all’interno delle farine come vermi e farfalle. Non importa quanto pulita possa essere la cucina, le farine offrono a questi insetti un habitat ideale per vivere. Gli insetti prediligono il cibo naturale ed energetico e quindi preferiranno prima le farine integrali e poi quelle raffinate. E’ importante riporre la farina in un luogo lontano da fonti di calore perchè quando le temperature e l’umidità presente nell’aria aumentano, la schiusa delle uova di questi insetti viene facilitata e renderà le farine inutilizzabili per l’alimentazione.

Primo consiglio riguardo la conservazione della farina è questo: non mischiate mai la farina vecchia con una farina nuova. Capita magari, per guadagnare spazio, di unire insieme più barattoli di farina: niente di più sbagliato! Infatti, se una confezione è già aperta da tempo potrebbe aver perso la sua freschezza e aver cominciato una fase di deterioramento.  Secondo consiglio: conservate sempre la farina in contenitori ermetici, in luogo fresco e con poca luce. Il calore e la luce del sole possono rovinare la farina quindi scegliete un luogo lontano dal forno e da altri punti caldi della cucina.

Come riconoscere la farina andata a male

Il miglior modo per analizzare le farine, è ricorrere all’intuito del nostro olfatto. Infatti, fino a quando l’odore e il sapore della farina risulterà inalterato potrete utilizzare la farina. Una volta che noterete delle alterazioni nel colore e nell’odore saprete che la farina sta perdendo la sua freschezza e la sua qualità e non potrete far altro che che sostituirla con un prodotto fresco. Oltre all’olfatto, prestate attenzione anche alla vista per analizzare la farina. Se in superficie notate un colore diverso o la superficie sembra simile alla sabbia, probabilmente la farina è stata già invasa dagli insetti.

Come riciclare la farina

Nonostante la farina andata a male non sia più commestibile può essere usata in modi più che alternativi. Vediamone alcuni:

  • Pasta di sale per adulti e bambini (ovviamente non devono ingerirla): due parti di farina, mezza di sale un cucchiaio di olio vegetale e l’acqua necessaria per raggiungere la consistenza dell’argilla.
  • Concime per piante: può essere aggiunto al compost per rafforzare l’efficacia del fertilizzante naturale
  • Colla: sciogliete una parte di farina in 5 parti di acqua, aggiungendo del sale e dell’aceto per stabilizzare e bloccare successivi attacchi parassitari. Ottima per incollare carta.
  • Antiparassitario naturale: cospargere sulla terra parte della farina per attirare insetti e cavallette, preservando la pianta o i frutti della stessa.
  • Biscotti per animali domestici.