Enuresi, un disturbo sempre più frequente, di che si tratta?

Il termine enuresi che deriva dal greco enuréo (orinare sopra) e viene utilizzato per indicare una minzione generalmente involontaria in un bambino che abbia l’età in cui il controllo vescicale è stato raggiunto e che non presenti una patologia neurologica e/o psichica o una incontinenza vescicale su base neurologica. La diagnosi avviene se il soggetto bagna il letto almeno due volte la settimana per almeno 3 mesi, ha ripetute emissioni di urina nel letto o nei vestiti e il suo comportamento non è dovuto all’effetto fisiologico di una sostanza come un diuretico o di una condizione medica come il diabete e la minzione deve essere involontaria e completa durante il sonno. (Solitamente un bambino raggiunge il controllo dello sfintere vescicale verso i 5 anni e una bambina verso i 6 anni.)

L’enuresi si distingue in:

  1. enuresi primaria, quando il bambino non ha raggiunto il controllo dello sfintere vescicale all’età convenzionalmente fissata; è più frequente nel sesso maschile e viene considerata come conseguenza di un ritardo nella maturazione dei meccanismi fisiologici di incontinenza;
  2. enuresi secondaria, quando il bambino ha acquisito il controllo dello sfintere vescicale e non bagna il letto per almeno sei mesi e dopo tale periodo si presenta l’evento enuretico; è più frequente nel sesso femminile e avrebbero un ruolo determinante situazioni di disagio o di stress;
  3. notturna, è la forma più comune di enuresi, si verifica durante il sonno. L’evento si manifesta durante il primo terzo della notte, a volte durante la fase REM, e da un sogno caratterizzato dall’atto di urinare;
  4. diurna, si verifica durante il giorno; questa è presente più nel sesso femminile e si manifesta nelle ore pomeridiane. In alcuni casi è stata evidenziata riluttanza ad usare il bagno per ansia sociale o coinvolgimento in altre attività (ludica, scolastica, ecc.);
  5. mista, se è diurna e notturna.

Questi bambini possono presentare durante il giorno dei comportamenti definiti come instabilità vescicale, cioè un bisogno irresistibile di urinare o presentare piccole perdite di urina. L’enuresi è un disturbo molto frequente in età evolutiva, le ipotesi eziologiche sono diverse. La familiarità ha un ruolo importante, spesso entrambi i genitori hanno sofferto del disturbo; Altre cause possono essere: bassa capacità funzionale della vescica, disturbo delle fasi del sonno, un’aumentata produzione di urina, ma anche disturbi emotivi. Il trattamento terapeutico prevede diversi tipi di intervento sia di tipo comportamentale che farmacologico. La terapia può accelerare la risoluzione del problema in quanto l’enuresi notturna primaria scompare spontaneamente tra i 14 e i 18 anni; solo nello 0,5% dei casi continua a persistere nell’età adulta.