Attenzione: questi alimenti possono contenere plastica!

Da diverso tempo a questa parte, le informazioni sugli effetti che l’inquinamento ha sulla nostra salute sono numerose. Tra gli aspetti da considerare, rientra anche la possibile contaminazione degli alimenti che portiamo in tavola. Se ti stai facendo domande in merito, nelle prossime righe di questo articolo puoi trovare alcune informazioni sugli alimenti che potenzialmente potrebbero essere contraddistinti dalla presenza di plastiche.

Microplastiche nei cibi: ecco cosa sapere

Nel momento in cui si parla di microplastiche nei cibi, è il caso di ricordare alcune recenti ricerche scientifiche. Tra queste, spicca un lavoro pubblicato sulle pagine della rivista Enviromental Health Perspectives.

Per essere precisi, si tratta di una revisione scientifica che è stata effettuata con lo scopo di individuare i livelli di contaminazione da microplastiche nei frutti di mare e, soprattutto, l’assorbimento di questi materiali da parte dell’organismo umano.

Gli esperti hanno preso in considerazione 50 studi e hanno analizzato la presenza di microplastiche in quattro tipi di molluschi. Sulla base dei dati raccolti – relativi alla prima revisione scientifica pubblicata sulla rivista e dedicata alla contaminazione dei frutti di mare da parte delle microplastiche – è stato possibile arrivare a una conclusione molto importante, con gli esperti che hanno sottolineato la necessità di prendere in considerazione misure di riduzione dell’esposizione umana alle particelle polimeriche sintetiche con un diametro inferiore ai 5 mm.

Altri alimenti contaminati da microplastiche

Non sono solo i molluschi a essere contaminati da microplatiche. Esistono diversi altri alimenti a cui fare attenzione. In questo novero è possibile citare la birra, ma anche il sale e il miele.

Per dare qualche numero in merito all’impatto che la microplastica ha sulla nostra alimentazione, facciamo presente che, ogni giorno, ne ingeriamo circa 5 grammi. A fornire questo parametro ci ha pensato proprio l’indagine sopra citata, commissionata dal WWF e condotta in Australia dagli esperti dell’Università di Newcastle.