Disturbi del sonno: scopriamo i più frequenti tra gli italiani

I disturbi del sonno, chiamati in gergo medico “parasonnie” si dividono in:

Bruxismo

Il bruxismo si manifesta con il digrignamento dei denti durante il sonno per una contrazione
ritmica ed involontaria dei muscoli masseteri. Questo fenomeno può essere presente in
qualsiasi età, con esordio tra i 10 e i 20 anni, ed il suono provocato dallo sfregamento delle
arcate dentarie è a volte così forte da essere percepito dal partner o dai familiari; possono
essere riferiti sintomi secondari quali cefalea e dolore facciale. Può manifestarsi in
qualunque stadio del sonno, ma preferibilmente nella fase REM. I fattori che predispongono
al disturbo quali lo stress, l’ansia, la distonia mandibolare. Per il trattamento terapeutico si
utilizzano apparecchi ortodontici, tecniche di rilassamento, benzodiazepine ad azione
miorilassante.

Enuresi notturna

L’enuresi notturna è la minzione involontaria in sonno in un bambino di età
superiore ai cinque anni, per almeno tre mesi e con una frequenza di due volte a settimana. Si manifesta durante il primo terzo della notte, ma può anche verificarsi durante la fase REM ed in questo caso il bambino può ricordare un sogno che comportava l’atto di urinare.
La maggior parte dei soggetti con questo disturbo raggiungono la continenza entro
l’adolescenza, ma nell’1% dei casi il disturbo continua nell’età adulta. La componente
genetica è molto importante; circa il 50% dei bambini con enuresi notturna ha un genitore
enuretico e se poi i genitori sono entrambi enuretici il disturbo può presentarsi nei figli nel
70% dei casi. Recentemente la biologia molecolare ha individuato in un tratto del
cromosoma 13 la possibile sede del gene dell’enuresi primaria notturna di tipo I. La
patogenesi dell’enuresi viene anche attribuita a diversi fattori quali un ritardo di maturazione dei sistemi del mantenimento della continenza oppure una parziale riduzione del picco notturno della secrezione di ormone antidiuretico o ad errato addestramento sfinterico. I principali interventi terapeutici sono di tipo comportamentale (esercizi di condizionamento finterico e training di ginnastica vescicale) e farmacologico. I principali farmaci utilizzati sono la desmopressina e l’imipramina. L’enuresi si associa abitualmente a disturbi emotivi pertanto un intervento psicoterapeutico va fatto in quei bambini che presentano insicurezza, basso livello di autostima e dinamiche depressive.

Distonia parossistica

La distonia parossistica notturna è un disturbo del sonno caratterizzato dall’occorrenza di
automatismi di tipo distonico e discinetico durante il sonno NREM. Il disturbo può
insorgere nell’infanzia ma anche nell’età adulta. Gli episodi, di durata variabile (da pochi
secondi a circa un’ora), si manifestano come movimenti interessare tutti gli arti; anche il tronco ed il capo sono interessati da irrigidimento o posture distoniche.

Sindrome della morte improvvisa del lattante

La sindrome della morte improvvisa del lattante nota anche come “morte in culla” (SIDS)
colpisce i bambini di età compresa tra un mese ed un anno di vita; l’incidenza è di circa un
decesso ogni 700-1000 nati. Tra i fattori di rischio: prematurità, il fumo di sigaretta, l’abuso di droghe, posizione del sonno diversa da quella supina, stanza troppo calda.

Apnea del sonno

L’apnea del sonno  è rappresentata da episodi di completa o parziale ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno. Questo disturbo è legato ad un’immaturità
dei meccanismi del controllo respiratorio.

Sindrome da ipoventilazione

La sindrome da ipoventilazione, definita anche maledizione di Odine, è un disturbo del controllo autonomico della respirazione che si verifica durante il sonno e determina un ipoventilazione.