Conseguenze psicologiche del Covid sugli italiani

L’isolamento a casa durante l’emergenza da nuovo coronavirus ha causato l’insorgenza di problematiche comportamentali e sintomi di regressione nel 65% di bambini di età minore di 6 anni e nel 71% di quelli di età maggiore di 6 anni (fino a 18). È quanto emerge da un’indagine sull’impatto psicologico e comportamentale del lockdown nei bambini e negli adolescenti in Italia, condotta dall’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Tra i disturbi più frequentemente evidenziati vi sono: l’aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia.

Se pensi di soffrire di depressione, bisogna saper riconoscere il tipo di disturbo depressivo di cui si è affetti, poichè questo si divide in:

  • Depressione maggiore: si caratterizza per la presenza, per almeno 2 settimane, di episodi depressivi che manifestano con un abbassamento del tono dell’umore, un’espressione triste del volto, una perdita di interesse per le attività quotidiane (anedonia), riduzione dell’attenzione e della concentrazione, sentimenti di autosvalutazione, pensieri di morte e di suicidio, rallentamento motorio o agitazione psicomotoria, alterazione del ritmo sonno-veglia, diminuzione dell’appetito. Per fare una diagnosi di depressione maggiore occorre che il soggetto sperimenti almeno 5 di questi sintomi e il disturbo non dipenda da fattori organici, situazioni di lutto o altre patologie
  • Distimia o nevrosi depressiva: si caratterizza per la presenza di un tono dell’umore cronicamente depresso per almeno due anni, disturbi alimentari (iperossia o iperfagia), disturbi del sonno-veglia, bassa autostima e difficoltà di concentrazione. Per fare la diagnosi occorre che il soggetto sperimenti almeno 2 di questi sintomi. Nei bambini e negli adolescenti la nevrosi depressiva compromette le prestazioni scolastiche e le interazioni sociali e, spesso, l’umore depresso viene sostituito da irritabilità e
  • Disturbo depressivo non altrimenti specificato: disturbo che non soddisfa, secondo il DSM V, nessuno dei criteri diagnostici dei disturbi precedentemente

La depressione interferisce sullo sviluppo del soggetto. Nel primo anno di vita i disturbi depressivi possono dipendere da anomalie nell’accudimento, carenza di affetto, presenza di comportamenti antisociali (droga, alcool, ecc.) nella madre e tutto ciò si manifesta nel bambino con ritardo dello sviluppo psicomotorio, tendenza al pianto, sguardo apatico, espressione fredda e distaccata, sorriso sociale che scompare, insonnia, compromissione delle funzioni cognitive, ritardo o regressione dello sviluppo del linguaggio, coprofagia, insonnia, comportamenti autoerotici, disinteresse per il gioco, irritabilità e, nei casi più gravi può subentrare la morte. A volte un ritardo nella crescita viene osservato in bambini che provengono da famiglie problematiche, in cui il bambino viene trascurato o è vittima di abusi.

Le ipotesi eziologiche dei disturbi depressivi

Ipotesi biologiche:

  1. Ipotesi genetiche: figli di genitori depressi hanno un rischio maggiore di sviluppare depressione.
  2. Ipotesi neurochimiche: malfunzionamento dei neurotrasmettitori, tra cui la serotonina.
  3. Ipotesi neuroendocrine. Alla base di alcuni tipi di depressione sarebbero responsabili alcuni ormoni.
  4. Ipotesi neuroimmunilogiche: le anomalie immunitarie potrebbero essere una causa o una conseguenza del disturbo depressivo.
  5. Ipotesi cronobiologiche: cambi di stagione, alterazione ritmo sonno-veglia, anomalie del sonno.

Ipotesi psicologiche:

  1. I modelli psicoanalitici e psicodinamici ritengono che la depressione sia correlata ad un profondo problema di autostima.
  2. Il modello cognitivo-comportamentale ritiene che alla base della depressione ci sia una distorsione cognitiva cioè una tendenza all’autosvalutazione, un’interpretazione negativa delle esperienze e visione pessimistica della vita. Questa distorsione cognitiva si sviluppa nell’infanzia quando il soggetto non è capace di affrontare le frustrazioni.
  3. Il modello della disperazione appresa si basa sul concetto che quando il soggetto sperimenta delle situazioni che non riesce a controllare, si convince di non essere in grado a controllare eventi futuri e ciò lo porterà a distorsioni cognitive, diminuzione della motivazione e disperazione.
  4. Sono stati inoltre chiamati in causa anche i fattori socio-ambientali come la presenza di conflitti familiari, problemi di comunicazione, atteggiamenti educativi inadeguati.

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