Sei a dieta? Fai attenzione a questi cibi!

La dieta mediterranea è un modello alimentare che, nel corso degli anni, è stato studiato tantissimo. I suoi effetti positivi sono numerosi e riguardano diversi aspetti, dalla prevenzione dei problemi cardiovascolari fino, come evidenziato da recenti ricerche scientifiche, alla possibilità di preservare l’efficienza dell’udito.

Diverse realtà attive nel campo della ricerca hanno dichiarato che la dieta mediterranea, che dà ampio spazio alle verdure, ai cereali integrali, al pesce e ai grassi buoni, è la migliore al mondo. Dati scientifici alla mano, la dieta mediterranea aiuta la memoria. Quando la si nomina, è possibile citare alcuni cibi che dovebbe essere categoricamente esclusi. Quali sono? Scopriamolo assieme nelle prossime righe di questo articolo.

Dieta mediterranea: i cibi da escludere

Ad approfondire la risposta alla domanda “Cosa succede nel momento in cui si segue la dieta mediterranea e si sgarra?” ci hanno pensato alcuni ricercatori attivi presso la Rush University. I risultati del loro lavoro sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Alzheimer’s & Dementia.

Gli studiosi si sono concentrati su un aspetto che nulla ha a che fare con la forma fisica: la salute del cervello. Come già detto, infatti, la dieta mediterranea si contraddistingue per un’efficacia molto importante relativa al mantenimento dell’efficienza della memoria.

Per ottenere effetti da questo punto di vista, però, è necessario assumere determinati cibi. In questo novero è possibile includere la frutta, la verdura, i cereali integrali e, con forte moderazione, anche il vino.

Ovviamente esistono anche alimenti che andrebbero evitati. Quali sono? Gli esperti hanno stilato un elenco con diverse alternative, tra le quali è possibile citare le fritture, i cereali raffinati, i dolci, soprattutto quelli industriali, le carni rosse, le carni processate industrialmente, latticini ad alto contenuto di lipidi.

Entrando nel vivo dei risultati dello studio, facciamo presente che, come sottolineato dalla Dottoressa Puja Agarwal, uno degli autori senior, chi evita questi alimenti ha un cervello mediamente più giovane di quasi 6 anni rispetto a chi, invece, li include nei propri piani alimentari.