Bere vino bianco fa bene? La risposta dell’esperto

Bere vino bianco fa bene alla salute? Sono tantissime le persone che si fanno questa domanda. Nelle prossime righe, vediamo assieme la risposta a questo interrogativo.

Vino bianco: i benefici per la salute

Uno degli adagi più ripetuti quando si parla di alimentazione riguarda il fatto che, ogni tanto, un bicchiere di vino rosso non fa certo male. Diversi anni fa, uno studio condotto da alcuni esperti dell’Università di Milano ha minacciato questa supremazia, sottolineando i non pochi benefici del vino bianco.

Questo lavoro scientifico, i cui dettagli sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Plos Online, ha sottolineato il ruolo dell’acido caffeico presente nel vino al fine del miglioramento e della protezione della salute cardiovascolare. 

Entrando nel vivo della sua efficacia, facciamo presente che si tratta di un meccanismo di azione che coinvolge in particolare l’ossido nitrico. Dati scientifici alla mano, sia in vitro sia in vivo l’acido caffeico è in grado di aumentare la biodisponibilità del sopra citato ossido, fondamentale per i suoi effetti cardioprotettivi e nefroprotettivi.

Inoltre, è stato possibile dimostrare che l’acido caffeico ha un ruolo fondamentale quando si tratta di inibire l’apoptosi, ossia la morte cellulare programmata. Lo studio sopra ricordato ha un’importanza enorme: si tratta infatti della prima conferma rilevante dei benefici del vino bianco dopo i risultati ottenuti su un campione di pazienti nefropatici ricoverati in una struttura dedicata alla cura di queste patologie e impossibilitati a consumare vino rosso.

Tornando un attimo all’ossido nitrico, è doveroso soffermarsi sul fatto che i suoi benefici per il cuore sono noti relativamente da pochi anni. Per citare il percorso che ha portato al loro approfondimento è fondamentale chiamare in causa il Premio Nobel consegnato nel 1998 a Louis Ignarro, grazie al quale la comunità scientifica, ma anche i pazienti finali, hanno avuto modo di conoscere l’importanza di questa molecola di dimensioni estremamente contenute, ma basilare per la salute. Il suo deficit, infatti, può provocare criticità a livello cardiovascolare, ma anche disturbi della memoria.