A Donald Trump non piace Bitcoin, ecco perchè

Non è un segreto che le grandi potenze mondiali non vedono di buon occhio gran parte delle criptovalute, accusate spesso di poca trasparenza e di essere mezzi perfetti per il riciclaggio di denaro. Sopratutto per questo motivo nazioni come Stati Uniti e Cina hanno da tempo avviato una sorta di guerra “legale” neanche troppo nascosta contro le crypto.

Trump: “Bitcoin una truffa”

La posizione dell’ex presidente statunitense Donald Trump sui Bitcoin non è mai stata particolarmente favorevole, ed è in linea con la sua politica: in passato il tycoon, principale figura politica della destra conservatrice americana ha infatti manifestato disappunto nei confronti della principale criptovaluta, che viene vista come una sorta di “rivale” del dollaro.

Recentemente intervistato in merito, Trump si è spinto oltre, ed ha definito Bitcoin una “truffa”: “Il Bitcoin è solo una truffa ed un’altra valuta in competizione con il dollaro“.

Futuro “politico” per le crypto

Anche la Cina ha da tempo reso formalmente “illegale” o comunque fortemente limitata la circolazione di Bitcoin, in contrapposizione a quanto dichiarato dal presidente di El Salvador che ha promesso una futura integrazione legale della principale criptovaluta di recente.
Le motivazioni sono dovute proprio alle differenti economie: i piccoli stati vedono le crypto come una possibilità di miglioramento, la situazione è ovviamente opposta per le superpotenze.

Quello che traspare piuttosto chiaramente è che le valute alternative siano entrate nel dialogo comune, e tendono a dividere sia i grandi che i piccoli investitori.

 

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