Criptovalute, Hong Kong è pronta a sviluppare la propria

Di criptovalute se ne parla oramai quasi ogni giorno, così come si tende ad associarle sempre di più a sistemi economici oramai considerati classici. Nel giro di poco più di 10 anni l’idea stessa di crypto è profondamente cambiata, ed è mutato anche l’atteggiamento che i singoli stati hanno verso di loro. Anche nazioni come Hong Kong intende “prendere una posizione piuttosto chiara”.

Criptovaluta made in Hong Kong

Se il mondo delle criptovalute viene visto come qualcosa di tendenzialmente pericoloso sopratutto per l’economia principale da parte delle superpotenze, gli stati più piccoli come El Salvador e Paraguay hanno da qualche tempo deciso di prendere una strada decisamente favorevole, il piccolo arcipelago nonchè ex colonia britannica si è “iscritta” al mercato delle valute alternative: con il “benestare” della Cina infatti, è fortemente intenzionata a creare la propria valuta digitale, visto che Hong Kong è uno degli stati più influenti dal punto di vista economico dell’Asia, particolarmente significativo in termini di influenza finanziaria del mercato globale.

Le motivazioni

Nonostante sia stata “liberata” dall’influenza britannica dal 1997, e formalmente indipendente nonchè democratica, la Cina ha da tempo rinforzato l’influenza su Hong Kong che continua a detenere la propria moneta (il dollaro di Hong Kong) ed è il principale “porto mercantile” verso il resto del mondo. Insomma è in atto una sorta di esperimento da parte della Cina continentale di entrare formalmente nel mondo delle crypto.

 

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