Criptovalute, il Senato statunitense: “terribili” ma i mercati sono in rialzo

E’ sempre più una sorta di “guerra fredda” tra la politica statunitense, una delle più influenti del mondo sopratutto nel settore economico e politico, e le economie alternative, sopratutto in merito alla criptovalute.

Senato: “Criptovalute terribili”

Sono principalmente le superpotenze come proprio gli Stati Uniti a mettere in guardia gli investitori, e questo non è una novità: l’astio da parte del governo di Trump prima e Biden poi si è schierato contro questo tipo di valute sia perchè poco tracciabili ma anche per le note ragioni “ecologiche”, visto che gran parte di esse utilizzano la Proof of Work di mining, come ricordato dalla senatrice Elizabeth Warren, procedura che necessita molta energia e che sviluppa quindi anche molto inquinamento. Le motivazioni quindi sono le medesime di quelle espresse da Elon Musk, che hanno portato all’abbandono da parte di quest’ultimo ad un supporto verso Bitcoin che sembrava oramai saldo fino a pochi mesi fa.

I mercati rispondono

Tuttavia gli investitori piccoli e grandi non hanno risentito di questa netta posizione da parte degli USA, anzi sono in molti a considerare le motivazioni fornite da parte dell’esecutivo piuttosto aleatorie e non inerenti alla realtà.
Gli Stati Uniti, come altri paesi molto influenti, hanno il timore di perdere il controllo fiscale (ma non solo) su queste valute proprio per la loro natura da crypto.
La situazione è diversa per i paesi come El Salvador che ha ufficialmente adottato Bitcoin come forma di pagamento ufficiale: il paese centroamericano ha infatti almeno per ora arginato le accuse di scarso senso ecologico visto che il mining dovrebbe essere almeno in parte prodotto da energia geotermica.

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