Allarme Philadelphia: scoperte delle controindicazioni per la salute

Il titolo “Allarme Philadelphia” può spaventare più di qualcuno perché tutti usiamo il famoso formaggio spalmabile nelle nostre ricette. Il successo del prodotto è dovuto al suo gusto avvolgente, fonte di piacere sia per grandi che per bambini.


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Ma come sappiamo ogni prodotto alimentare comprende delle controindicazioni ed è bene conoscerle per evitare di danneggiare la nostra salute. Il consiglio spassionato che ci viene dato – e che riguarda la maggior parte dei cibi in commercio – è quello di consumare senza esagerare.

Ognuno di noi ha delle preferenze culinarie però il nostro regime alimentare deve essere il più vario possibile. Solo in questo modo possiamo essere certi di assimilare le qualità nutrizionali utili ad adempiere il corretto funzionamento dei nostri organi.

Il consumo esagerato di formaggio

Il formaggio è un alimento gustoso e già pronto per essere mangiato per cui tendiamo a consumarne troppo. L’apporto elevato di formaggio porta con sé delle spiacevole conseguenze che dovremmo evitare. In prima istanza aumenta i livelli di colesterolo nel sangue e la possibilità di contrarre il diabete.

Inoltre il formaggio è un cibo calorico e, ahimè, tende a far ingrassare. Influisce anche sul sistema ormonale causando degli squilibri e la formazione di fastidiose patologie. L’allarme Philadelphia scatta quando il consumatore non sa di avere delle intolleranze al lattosio o di essere allergico a qualche componente contenuto nella lista degli ingredienti: in questo caso prova un malessere senza riuscire a decifrarne la causa. A volte è proprio il consumo smodato del formaggio a portare le persone a diventare intolleranti o allergici.

La soluzione al problema è quello di variare la propria dieta e di consumare il formaggio massimo 4 volte a settimana, in piccole porzioni. Così si avrà un apporto di proteine più bilanciato e si escluderanno le conseguenze citate.

Allarme Philadelphia scaduto

E se dovessimo trovare in frigorifero una confezione di formaggio scaduto? Scatta l’allarme Philadelphia? Il prodotto spalmabile essendo fresco ha una scadenza ravvicinata soprattutto quando la confezione è stata aperta e già in parte consumata. Non dobbiamo conservare la scatoletta in frigo per più di una settimana dall’apertura, per evitare che si contamini.

Possiamo notare subito il prodotto scaduto dal cambio di colore, il quale si presenta di sfumatura giallognola, la consistenza che diventa meno cremosa e per la presenza di acqua. Dopo una decina di giorni, in condizioni di mal conservazione, il formaggio può essere addirittura contaminato dalla muffa.

Philadelphia fai da te

Per la Philadelphia fatta in casa ti serviranno pochi ingredienti:

  • un litro di latte pastorizzato;
  • 500 grammi di cagliata senza grassi;
  • un cucchiaino di sale e uno di zucchero, più uno spizzichino di acido citrico;
  • un uovo;
  • 500 ml di kefir.

Inseriamo il latte, lo zucchero e il sale in una casseruola a scaldare, quando bolle aggiungiamo il kefir. Poi mettiamo il composto in un colino avvolto da uno strofinaccio di cotone per togliere i residui d’acqua.

A parte sbattiamo l’uovo, aggiungiamo l’acido citrico e la cagliata. Uniamo il composto drenato, mixiamo il tutto e conserviamo in frigo per un massimo cinque giorni.