Ecco perché assumere la Vitamina D: non integrarla causa gravi conseguenze fisiche e psicologiche

La vitamina D è importante per il nostro organismo che la assume attraverso l’esposizione solare. E quando questo non avviene? Subentrano i problemi, perché da quel momento in poi la vitamina D va assimilata per via orale. Questa trasformazione avviene nel periodo della mezza età, quando il corpo non è più capace di assorbire la vitamina D tramite il sole e inizia a scarseggiare la sua presenza all’interno del nostro organismo.


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In questo caso, si ricorre all’assunzione orale, tramite gocce o fialette, che garantiscono fino a un certo punto la corretta assimilazione. Nei soggetti giovani, invece, la mancanza di vitamina D è indice che scarsa esposizione solare. Di conseguenza, ciò che il paziente deve fare, è trascorrere più tempo all’aria aperta così da reintegrare al più presto la quantità di vitamina D necessaria al benessere psicofisico.

15 minuti all’aria aperta

Si è sempre detto che il benessere parte da un aspetto sano e vitale. Il sole è un nostro grande alleato, ma anche un fattore di rischio, capace di colorare non solo la nostra pelle attraverso la melanina ma anche regalarci dosi di vitamina D che rinforzano il nostro organismo. Come funziona il processo di assimilazione?

La radiazione solare trasforma un grasso, onnipresente nella nostra pelle, in vitamina D la quale filtra nel nostro organismo per andare a svolgere le sue importanti funzioni. Questa particolare vitamina, infatti, ha la facoltà di incentivare la mineralizzazione delle ossa agendo su due fronti:

  • diminuendo la perdita di calcio;
  • aumentando l’assorbimento di calcio e fosforo a livello intestinale.

Mancanza di vitamina D

La mancanza della vitamina porta a diversi problemi sia nella giovane che nella tarda età. La malattia più diffusa per la mancanza di vitamina nella fascia giovanile è il rachitismo, presente soprattutto nei paesi nordici. Nei soggetti più anziani, invece, la mancata assunzione della vitamina può provocare osteoporosi, malattie respiratorie, neurologiche, cardiovascolari e vari tipi di malattie autoimmuni. L’assunzione di vitamina in concomitanza con il calcio riduce notevolmente la fragilità ossea e garantisce meno rischi di frattura.

L’assunzione di vitamina per via orale

Nonostante la somministrazione di vitamina D non causi problemi a livello intestinale di nessun tipo, l’assimilazione esagerata e non controllata, sì. Prima di ingerire integratori di vitamina bisognerebbe fare un esame del sangue per accertarne la mancanza. Per questo è necessario ideare un consumo controllato e coadiuvato con il proprio medico di base.

L’ipervitaminosi, così è conosciuto l’eccesso di vitamina, può portare a gravi conseguenze spesso difficilmente riconducibili al consumo esagerato dell’integratore. I sintomi possono essere:

  • dolori addominali e vomito;
  • disidratazione o aumento del senso della sete (polidipsia);
  • confusione e apatia;
  • grande quantità di urina (poliuria).

Questi sintomi sono solo i campanelli di allarme che dovrebbero farci preoccupare. Le conseguenze più gravi però, si riversano negli organi, in particolare su fegato, cuore e reni. La causa è l’eccessivo deposito del calcio che non riesce più a essere espulso e rimane perciò all’interno del nostro organismo. Il consiglio è di assumere la vitamina quando indicata dal medico e non fare trattamenti fai da te.