Non tutti possono mangiare la Philadephia, attenzione!

È vero, non sempre possiamo mangiare la Philadelphia però non dobbiamo neanche eliminarla completamente dalla nostra dieta. Gli elementi principali che disturbano l’alimentazione sono il lattosio e i grassi. Il lattosio è dannoso per chi soffre di intolleranza perché può provocare dei sintomi alquanto fastidiosi e persistenti.


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I grassi invece, soprattutto quelli saturi contenuti nel formaggio spalmabile, sono responsabili di alterare i livelli di colesterolo nel sangue e quindi di provocare dei problemi piuttosto gravi al sistema circolatorio e, di riflesso, a quello cardiaco. Nel caso dovessimo soffrire di una delle due sintomatologie indicate, dovremo limitare il consumo ed evitare di mangiare la Philadelphia tutti i giorni.

Perché non tutti possono mangiare la Philadelphia

La Philadelphia, assieme a tutti gli altri prodotti caseari, è responsabile di aumentare il colesterolo. Purtroppo non ne è la diretta responsabile perché se proprio dovessimo dare la colpa a qualcuno, dovremo attribuircela a noi stessi. Il formaggio spalmabile così come gli altri tipi di formaggio sono pratici e veloci da consumare per cui rischiamo di consumarne troppi.

Ci prepariamo un piccolo panino con un pezzetto di formaggio prima che cuocia la pasta. Poi aggiungiamo una dose generosa di formaggio alla pasta.  Condiamo l’insalata con qualche pezzetto di formaggio così da insaporirla e infine, magari, mangiamo pure un dolce realizzato con il formaggio spalmabile, come la cheese cake. Senza accorgercene, stiamo facendo lievitare il colesterolo nel sangue, pensando di seguire un regime alimentare sano.

Intolleranza e colesterolo

Mangiare la Philadelphia significa dunque incorrere in uno dei due problemi più insidiosi dell’epoca moderna: soffrire di intolleranza o di colesterolo alto. Purtroppo, entrambe le sintomatologie non vengono espresse in modo chiaro dal nostro organismo e potremo renderci conto del problema solo quando è già troppo tardi per intervenire.

L’intolleranza al lattosio è un problema che affligge il 50% degli italiani. È un dato davvero sconcertante perché indica che la metà della popolazione italiana manca dell’enzima lattasi capace di digerire lo zucchero presente nel latte. In particolare, l’intolleranza può essere congenita e quindi portata dalla nascita, transitoria o passeggiare a causa dell’assunzione di farmaci o congenita quando avviene nel corso del tempo.

L’intolleranza congenita si ritiene sia generata da un consumo eccessivo di latticini. Le conseguenze all’intolleranza possono essere piuttosto fastidiose e presentarsi sotto forma di crampi addominali, flatulenza, diarrea o stitichezza. Tutti sintomi che indicano un problema e un rallentamento ai processi digestivi.

Il colesterolo è una molecola presente naturalmente nel nostro organismo e opera come precursore per la sintesi degli ormoni steroidei. Una presenza elevata provoca la formazione di placca nel rivestimento interno delle arterie e creare quindi dei danni alle pareti. Come se si aggiungesse della vernice a delle pareti già dipinte.

Questo rivestimento può trasformarsi in ostruzione causando un rallentamento al passaggio del sangue che va a innestare delle malattie cardiovascolari piuttosto serie. Per esempio, il colesterolo alto è responsabile di ictus, infarto e vari tipi di arteriopatie. La soluzione è seguire un regime alimentare più vario possibile e non mangiare la Philadelphia tutti i giorni.