Allarme zucchero: se superi queste quantità mandi in tilt il cervello

Lo zucchero è una sostanza cristallina costituita da saccarosio, utilizzata molto nella nostra alimentazione. Principalmente è estratto dalla canna da da zucchero cioè una pianta perenne che viene coltivata nelle regioni tropicali. Inoltre, è anche estratto dalle barbabietola da zucchero, un’altra pianta che viene coltivata nelle zone temperate o fredde in aree popolate e ben sviluppate.


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Questo prodotto non è considerato essenziale nella nostra dieta perché ci da energia ma senza sostanze nutritive. Quindi ci fornisce solo calorie in più, che fanno male. Potrebbe portare infatti ad aumentare di peso e rischiare l’obesità.

Per questo motivo è consigliato non superare la dose giornaliera, cioè circa 50 g di zucchero per le donne e 70 g per gli uomini.

Esistono vari tipi di zucchero, quello più comune è sicuramente quello bianco, ma in commercio troviamo anche quello di canna o quello integrale. Tra lo zucchero bianco e quello di canna non ci sono particolari differenze, se non nella produzione. Quello di canna infatti, contiene anche la melassa, da cui prende il colore ambrato che lo caratterizza mentre in quello normale, con altri processi di raffinazione, questa sostanza è eliminata.

È da considerare migliore quello integrale, perché non è raffinato e quindi ci fornisce, nutrienti come vitamina B, calcio, magnesio, sodio e potassio. Se esageriamo con le dosi di zucchero, si potrebbe anche mandare in tilt il cervello. Vediamo perché.

Allarme zucchero: se superi queste quantità mandi in tilt il cervello

Grandi quantità di zucchero portano le cellule staminali del cervello che sono fondamentali per i processi di apprendimento, memoria  e per la riparazione dei danni cerebrali, a non riuscire più a riprodursi e a garantire il necessario ricambio di neuroni nell’ippocampo, centro nevralgico della formazione dei ricordi.

Una dieta scorretta, ricca di zuccheri e quindi un eccesso di glucosio compromette la funzione di tali cellule, riducendo la loro capacità di moltiplicarsi.

Le cellule staminali neurali, come abbiamo già detto sono fondamentali per il mantenimento  delle funzioni cerebrali. Queste se sono poche o non funzionano bene contribuiscono al declino cognitivo nell’anziano. Questo fenomeno è dovuto appunto all’accessiva quantità di glucosio che non permette alle cellule di riprodursi.