Canone Rai, quando scatta l’esenzione: ecco tutti i casi

Poche cose in Italia riescono a mettere d’accordo la quasi totalità della popolazione come le tasse, sopratutto quelle impossibili da “evitare”, come ad esempio il Canone Rai, che a dispetto del nome, costituisce una imposta vera e propria, concepita ed “erogata” direttamente dallo stato italiano. E’ una tassa sul possesso, che deve essere pagata per tutti i possessori di un apparecchio televisivo in grado di “decifrare” il segnale di un’antenna, quindi la comune TV. Anche se per anni è stata percepita come “volontaria” (da qui il termine Canone che risulta a tutti gli effetti inappropriato), risulta essere assolutamente fondamentale sia per foraggiare il servizio nazionale ma anche per le casse dello stato, che a loro volta “tassano” queste imposte.

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Ad oggi il Canone Rai costa 90 euro, opportunamente dilazionati in 10 rate da 9 euro l’una, e fino alla fine di quest’anno, la tassa televisiva risulterà associata alla fatturazione dell’energia elettrica, ossia la bolletta della luce. Di questi 90 euro, 16 finiscono nelle casse dello stato e i restanti 74 rappresentano in “guadagno effettivo” per il servizio pubblico. Anche se risulta alla portata della maggior parte degli italiani, il Canone Rai viene osteggiato per una questione concettuale e “di principio”, ma anche perchè i servizi messi a disposizione non sono percepiti come meritevoli di una forma di pagamento.

Canone Rai, quando scatta l’esenzione: ecco tutti i casi

Esistono diverse forme di esenzione, ossia categorie di persone che possono non pagare il Canone Rai, attraverso la compilazione di un modulo messo a disposizione direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Gli over 75 con reddito inferiore agli 8000 euro annui, gli agenti diplomatici, funzionari o impiegati consolari, funzionari di organizzazioni internazionali oppure un militare di cittadinanza non italiana o personale civile non residente in Italia, di cittadinanza non italiana, appartenenti alle forze NATO di stanza in Italia possono richiederne l’esenzione, ma anche chi non possiede un apparecchio televisivo. In questo caso oltre al modulo già citato va compilato un modulo di Dichiarazione Sostitutiva, e il tutto va spedito tramite raccomandata all’indirizzo dell’Agenzia delle Entrate (Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV – Casella) oppure tramite email PEC all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it oppure ancora attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate.

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