Conservanti nocivi, quali sono? La parola all’esperto

Esistono i conservanti nocivi? Quali sono? Quali sono le forme di tutela rispetto a questi? Vediamo qui la parola dell’esperto. I conservanti hanno la funzione di far conservare più a lungo i cibi, ma alcuni sono veramente nocivi e possono creare gravi problemi alla nostra salute. Le problematiche potrebbero essere causate dai conservanti sono di varia natura ma possono arrivare fino a patologie respiratorie.

I conservanti nocivi, in quali cibi si nascondo?

Quando si parla da conservanti alimentari si fa riferimento a quello sostanze chimiche che vengono aggiunge ai cibi che hanno la funzione di contrastare il deterioramento dei cibi legato a vari meccanismi. In pratica i conservanti servono ad ottimizzare la conservazione degli alimenti ed hanno il compito di contrastare la proliferazione di batteri, funghi, lieviti e muffe.

Tra i conservanti più diffusi nei cibi che compriamo al supermercato troviamo gli antimicrobici, che hanno il compito di contrastare lo sviluppo delle cariche microbiche. Poi ci sono gli antiossidanti che ostacolano le alterazioni degli alimenti.

Chimicamente i conservanti alimentari possono essere di varia natura, tra di esse possiamo annoverare:

  • Composti aromatici come i benzolati e i fenili
  • Derivati dagli acidi carbossilici quali sorbati, acetati, lattati
  • Sali inorganici quali nitriti, nitrati e solfiti

Lo stress e i danni alla saluti: sintomi e rimedi

I conservati si trovano nella maggior parte dei cibi che compiamo e consumiamo, sia in quelli industriali che nelle frutta e nella verdura. La maggior parte degli alimenti li contiene al fine di ottenere una maggiore conservazione dei cibi.

Di fondamentale importanza è imparare a leggere le etichette, per capire quali sono i conservanti che stiamo andando ad acquistare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato uan lista dei conservanti che sono potenzialmente più dannosi per la salute umana. I più pericolosi sono i nitriti ed i nitrati. Ed infatti per il loro utilizzo è stato stabilito un tetto massimo per legge, perché sono indicati come potenzialmente cancerogeni.