Pensioni: nuovi aumenti per le pensioni 2024 ma non per tutti 

Il nuovo incontro avvenuto a Pazzo Chigi per la legge di Bilancio e presieduto da Giorgia Meloni, ha portato alla presenza di tantissime rappresentanze del governo ma anche molti sindacati. Tra i presenti troviamo Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida, Marina Calderone, Raffaele Fitto e del viceministro Valentino Valentini, che dei sindacati. Tra i sindacalisti presenti, figuravano i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl: Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri e Paolo Capone. Accanto a loro, erano presenti altre sigle sindacali come Cida, Cisal, Confintesa, Confsal e Usb, delineando un ampio spettro di rappresentanza in questo cruciale incontro governativo-sindacale.

Pensioni: nuovi aumenti per le pensioni 2024  ma non per tutti 

A partire da gennaio, le pensioni subiranno un aumento leggermente più pesante, ma questo impatto non sarà uniforme per tutti. Il governo ha deciso di aumentare le pensioni a causa dell’inflazione portandola al 5,4% per il prossimo anno. C’è però da specificare che non tutti ne usufruiranno in egual mondo infatti, gli aumenti sanno differenziati e raggiungeranno un massimo di 130 euro nelle fasce che coinvolgono la maggior parte dei pensionati.

Il confronto tra il fronte sindacale e il governo rimane acceso, con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini che critica lo sciopero dei mezzi pubblici rinviato al 15 dicembre, promettendo di ridurre al minimo i disagi legalmente possibili.

Nel frattempo, il lavoro sul decreto anticipi in Parlamento subisce rallentamenti, rischiando di avere ripercussioni sulla manovra stessa. Le riunioni al Senato tra governo e parlamentari per votare sugli emendamenti si arenano a causa dell’annuncio di modifiche imminenti da parte del governo, con alcune attese sugli affitti brevi e altri aspetti concordati nel centrodestra che non sono stati inclusi nel decreto proroghe.

Le divisioni all’interno della maggioranza emergono, con segnali di incertezza che potrebbero influenzare il prosieguo delle operazioni parlamentari. Nonostante l’obiettivo di votare a partire da mercoledì e chiudere in commissione entro la settimana, rimangono molte questioni irrisolte, come la soluzione per i mutui dei bancari e il bonus psicologo, mentre interventi sul Superbonus sembrano esclusi. Non ci resta che aspettare e vedere quali saranno le ulteriori novità per il prossimo anno.