Il prezzo del gasolio ha costituito negli ultimi mesi un tema principale data l’importanza assoluta per la vita di praticamente ogni settore immaginabile, fortemente influenzato dagli avvenimenti socio politici come le problematiche dovuto al conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran, ed al già conosciuto elemento come lo stretto di Hormuz che da tempo costituisce il “pomo della discordia” in questo senso.
Di recente però sono anche altri fattori che hanno portato in particolare il prezzo del diesel a raggiungere picchi elevati e le novità nel contesto politico internazionale delle ultime ore potrebbero portare un aumento ulteriore, o se non altro una mancata riduzione dei costi, condizione ampiamente richiesta e sollecitatata da più parti, inclusa la cittadinanza.
Gasolio, i prezzi attuali
I prezzi attuali del gasolio che costituisce quasi la metà del contesto dei carburanti nella quotidianità civile in Italia (così come in altri paesi simili) da sempre sono soggetti a rialzi costanti fin dall’inizio della Guerra in Ucraina, ma in particolare proprio dalle azioni militari orchestrate dall’amministrazione Trump hanno scosso i mercati e il diesel ha stabilmente mantenuto la soglia di prezzo sopra la quota 1.9 euro al litro.
Condizione che è peggiorata con la “non conferma” del taglio delle accise, le oramai conosciute imposte parziali sul costo dei carburanti raffinati.
Il taglio delle accise infatti è scaduto nella prima parte di luglio 2026, condizione che ha portato il costo al dettaglio sulle autostrade italiane a superare in svariate stazioni di servizio la soglia di 1.960 euro al litro per il gasolio.
Per motivazioni prettamente economiche il taglio in questione non è stato confermato per la seconda parte del 2026, condizione che non sviluppa uno scenario ottimistico nel breve e medio periodo.
Prezzi carburanti, cosa succederà?
Naturalmente con la nuova instabilità dettata dalle nuove offensive dell’Esercito degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran (gli accordi infatti di una fragile pace con il presidente statunitense che ha definito addirittura “feccia” la controparte diplomatica) non giova ai mercati ed è molto difficile che nelle prossime settimane il costo del carburante, prendendo in esame anche solo benzina e gasolio possa effettivamente “scendere” al di sotto delle soglie medie di 1.850 per la benzina e 1.890 tendendo conto dei costi presso le città e cittadine.
E’ maggiormente auspicabile un calmieramento dei prezzi dopo il mese di agosto 2026, salvo necessità impellenti di tenere al di sotto certe soglie con una nuova manovra di “tagli” da parte dell’esecutivo Meloni.