- Si può andare in pensione prima dei 67 anni con percorsi specifici.
- La pensione anticipata flessibile richiede almeno 62 anni d'età e 41 anni di contributi.
- La pensione anticipata ordinaria richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per uomini, 41 e 10 per donne.
- Ogni percorso ha requisiti anagrafici e contributivi precisi e penalizzazioni sull'importo.
Andare in pensione prima dei 67 anni: le strade possibili con la normativa attuale
Molti lavoratori italiani si domandano se sia possibile lasciare il lavoro prima dei 67 anni, l’età prevista dalla pensione di vecchiaia. La normativa consente alcune opzioni per l’uscita anticipata, che tuttavia richiedono il rispetto di specifici requisiti anagrafici e contributivi. Con l’ultima Legge di Bilancio 2024-2025 sono stati confermati e aggiornati diversi strumenti per l’accesso alla pensione anticipata, rivolti a lavoratori dipendenti, autonomi e a determinate categorie considerate “precoce”.
La flessibilità in uscita è stata oggetto di interventi legislativi volti a favorire la sostenibilità del sistema e rispondere alle richieste di chi ha iniziato a lavorare in giovane età o ha alle spalle carriere lunghe e discontinue. Una panoramica dettagliata è disponibile in questo articolo, che approfondisce i diversi percorsi pensionistici e i requisiti di accesso.
1. Pensione anticipata flessibile: requisiti e criteri aggiornati
Il primo percorso per andare in pensione prima dei 67 anni è rappresentato dalla cosiddetta pensione anticipata flessibile, introdotta e prorogata dalla Legge di Bilancio 2024-2025. Questo strumento consente l’uscita dal lavoro con un’età anagrafica minima di 62 anni, purché siano stati maturati almeno 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2025.
- Età minima: 62 anni
- Contributi richiesti: almeno 41 anni maturati entro il 31/12/2025
- Cessazione rapporto di lavoro: richiesta per i dipendenti
- Calcolo contributivo: l’assegno viene calcolato con metodo contributivo e non può superare 4 volte il trattamento minimo
La misura è rivolta sia ai lavoratori dipendenti che agli autonomi, ma comporta una penalizzazione sull’importo in quanto soggetta al tetto fissato a quattro volte il trattamento minimo. L’accesso alla pensione anticipata flessibile comporta inoltre l’obbligo di cessazione dell’attività lavorativa dipendente.
2. Pensione anticipata ordinaria: uscita con lunga anzianità contributiva
Il secondo percorso è rappresentato dalla pensione anticipata ordinaria, confermata anche per il 2026. Questa soluzione non prevede limiti di età ma richiede una lunga anzianità contributiva. Gli uomini possono accedervi con 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne il requisito scende a 41 anni e 10 mesi.
- Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi
- Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi
- Età anagrafica: nessun requisito minimo
Chi soddisfa questi requisiti può richiedere la pensione anticipata anche diversi anni prima del compimento dei 67 anni. Tuttavia, la decorrenza effettiva dell’assegno pensionistico è soggetta a una cosiddetta “finestra mobile” di 3 mesi per i lavoratori dipendenti e 6 mesi per gli autonomi. Durante questo periodo l’assegno non viene erogato, anche se i requisiti sono stati già maturati.
3. Lavoratori precoci: pensione anticipata con 41 anni di contributi
Una terza via è riservata ai cosiddetti lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni di età. Questo percorso consente di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, a condizione che siano stati accumulati almeno 12 mesi di contribuzione effettiva prima del compimento dei 19 anni.
- Contributi minimi: 41 anni
- Contributi prima dei 19 anni: almeno 12 mesi
- Età anagrafica: nessun vincolo
La misura è accessibile a determinate categorie di lavoratori, tra cui disoccupati, caregiver, addetti a mansioni gravose e invalidi civili, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente. La domanda deve essere presentata annualmente rispettando le scadenze fissate dall’INPS.
Le finestre mobili: tempi di attesa per l’erogazione dell’assegno
Per alcune tipologie di pensione anticipata, la normativa prevede una finestra mobile, ossia un periodo di attesa tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza effettiva dell’assegno. Questa finestra varia generalmente tra i 3 e i 5 mesi, in base alla categoria di appartenenza e al tipo di lavoro svolto.
La presenza della finestra mobile impone una pianificazione attenta dell’uscita dal lavoro, soprattutto per chi intende accedere alla pensione anticipata ordinaria o a quella per lavoratori precoci. È quindi fondamentale consultare la normativa aggiornata e valutare la propria posizione contributiva per evitare interruzioni non previste nel reddito.
Considerazioni e consigli per la scelta del percorso pensionistico
La scelta del percorso per andare in pensione prima dei 67 anni dipende da diversi fattori: anzianità contributiva, storia lavorativa, categoria di appartenenza e condizioni personali. Oltre ai requisiti previsti dalla legge, è importante valutare attentamente l’impatto del metodo di calcolo dell’assegno, che in alcuni casi risulta meno favorevole rispetto alla pensione di vecchiaia.
Un altro elemento da considerare è la presenza di tetti massimi sull’assegno, come avviene per la pensione anticipata flessibile, che potrebbe ridurre l’importo rispetto alle aspettative di chi ha avuto carriere lunghe e retribuzioni elevate.
Prospettive future e aggiornamenti normativi
Il quadro normativo relativo alle pensioni anticipate è soggetto a continue modifiche e proroghe. Le regole attualmente in vigore potrebbero subire cambiamenti già dal 2026, soprattutto in relazione alla sostenibilità del sistema previdenziale e alle nuove disposizioni che il Governo potrebbe introdurre in risposta alle richieste delle parti sociali.
È consigliabile monitorare con attenzione gli sviluppi legislativi e rivolgersi a professionisti del settore o agli sportelli previdenziali per ottenere informazioni aggiornate sulle modalità di accesso alla pensione anticipata.
Conclusioni
Andare in pensione prima dei 67 anni è possibile grazie a tre principali percorsi previsti dalla legge: pensione anticipata flessibile, pensione anticipata ordinaria e pensione per lavoratori precoci. Ognuno di questi strumenti prevede requisiti specifici e implica vantaggi e svantaggi da analizzare con attenzione prima di prendere una decisione. La conoscenza dettagliata della normativa e la valutazione della propria posizione contributiva rappresentano i primi passi per programmare un’uscita dal lavoro serena e consapevole.
Francesca Moretti
Commercialista e Consulente Fiscale
Esperta di fiscalità per partite IVA e piccole imprese. Scrive guide chiare per districarsi nella burocrazia, con un focus particolare sulle agevolazioni fiscali e la pianificazione patrimoniale.






