- La proroga del Superbonus 110% vale solo per i comuni del cratere sismico.
- L'estensione si applica alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2026.
- Solo chi ha presentato istanza di contributo pubblico dopo il 30 marzo 2024 può accedere.
- Il rimborso avviene tramite cessione del credito o sconto in fattura sulle spese eccedenti.
La proroga segreta del Superbonus che riguarda solo alcune zone d’Italia
Il Superbonus 110% continua a far discutere per le sue recenti modifiche normative, introdotte dalla legge 118/2025 (ex DL Omnibus 95/2025), che hanno riservato una proroga esclusiva per alcune aree precise del territorio nazionale. Le nuove disposizioni, infatti, prevedono l’estensione dell’incentivo solo per gli immobili ubicati nei comuni del cratere sismico di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, ossia le zone colpite dagli eventi sismici del 6 aprile 2009 e 24 agosto 2016, in presenza di stato di emergenza dichiarato.
Questa proroga selettiva rappresenta un cambio di rotta rispetto alle precedenti misure generalizzate. L’obiettivo legislativo appare chiaro: garantire supporto aggiuntivo alle comunità ancora impegnate nella ricostruzione post-sisma, senza estendere i benefici a tutto il territorio nazionale. Una panoramica dettagliata è disponibile in questo articolo.
Proroga al 2026: a chi è riservata
La proroga fino al 2026 del Superbonus 110% si applica esclusivamente agli immobili situati nei comuni del cosiddetto “cratere sismico” di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Queste aree sono state identificate dal legislatore come prioritarie sulla base dei devastanti terremoti che le hanno colpite, imponendo la prosecuzione dello stato di emergenza e la necessità di ulteriori interventi di ricostruzione.
Le nuove norme escludono dunque dal beneficio tutte le altre aree italiane, ponendo fine alle speranze di una proroga generalizzata. Gli immobili che ricadono nei comuni del cratere potranno continuare a beneficiare dell’agevolazione fiscale per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026, a condizione che si rispettino i requisiti e le tempistiche indicati dalla normativa.
Le condizioni per accedere alla proroga
L’accesso alla proroga del Superbonus non è automatico: sono previsti criteri stringenti. In particolare, la norma si applica a coloro che hanno presentato istanza di contributo pubblico per la ricostruzione a partire dal 30 marzo 2024. Le spese agevolabili devono essere sostenute nel 2026 e riguardare interventi eccedenti il contributo pubblico per la ricostruzione.
In pratica, chi ha già ricevuto un contributo pubblico per la ricostruzione può beneficiare della detrazione soltanto per la parte di spese che supera quanto già erogato. Solo queste spese potranno essere oggetto di rimborso attraverso la cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura, secondo quanto previsto dalla nuova legge.
Opzioni di rimborso: cessione del credito e sconto in fattura
Secondo la normativa aggiornata, per le istanze presentate dal 30 marzo 2024, il diritto ai rimborsi per le spese eccedenti il contributo pubblico potrà essere esercitato mediante la cessione del credito d’imposta o attraverso lo sconto in fattura. Queste opzioni sono disponibili solo per le spese sostenute nel 2026 e rappresentano la principale novità introdotta dalla legge 118/2025 per i territori colpiti dal sisma.
La regolamentazione di queste modalità di rimborso punta a semplificare l’accesso ai benefici fiscali, offrendo alternative concrete a chi si trova ancora alle prese con le difficoltà della ricostruzione post-terremoto. Tuttavia, è importante sottolineare che tali opzioni sono limitate agli interventi che rispettano i criteri temporali e geografici previsti.
Detrazione in dichiarazione dei redditi: fino a quando?
Un altro aspetto rilevante riguarda la possibilità di detrazione diretta in dichiarazione dei redditi. La legge consente di detrarre le spese eccedenti il contributo pubblico fino al 31 dicembre 2025. Per le spese sostenute nel 2026, invece, la detrazione in dichiarazione non è più prevista: resta esclusivamente la possibilità di optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura, secondo le nuove disposizioni.
Questo cambiamento rappresenta una distinzione significativa rispetto al passato, restringendo progressivamente la platea dei beneficiari e le modalità di fruizione dell’incentivo, in coerenza con la volontà di indirizzare le risorse verso le aree con effettiva necessità di sostegno alla ricostruzione.
Le regole fissate dalla legge 118/2025
La legge 118/2025, che ha convertito il precedente DL Omnibus 95/2025, disciplina in modo puntuale l’estensione delle agevolazioni. In particolare, l’estensione del Superbonus al 2026 è limitata alle opzioni di cessione del credito e sconto in fattura per le istanze presentate dopo il 30 marzo 2024 e solo per le spese eccedenti il contributo pubblico.
- Proroga al 2026 solo per immobili nei comuni colpiti dai sismi del 2009 e 2016 (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria).
- Rimborso tramite cessione del credito/sconto in fattura per istanze presentate dal 30 marzo 2024 e spese sostenute nel 2026.
- Detrazione in dichiarazione dei redditi ammessa solo fino al 31 dicembre 2025.
- Estensione regolata dalla legge 118/2025, con criteri selettivi e temporali stringenti.
Implicazioni per cittadini e imprese
Per i cittadini e le imprese che operano nei territori del cratere sismico, la proroga rappresenta un’opportunità importante ma anche un percorso ad ostacoli, data la complessità delle procedure e la necessità di rispettare requisiti precisi. Chi intende usufruire della proroga dovrà verificare con attenzione la propria posizione, la tipologia di intervento e la data di presentazione dell’istanza di contributo pubblico.
Le imprese del settore edilizio attive in queste aree dovranno aggiornarsi sulle nuove modalità di accesso agli incentivi, in particolare sul funzionamento della cessione del credito e dello sconto in fattura, per offrire ai propri clienti soluzioni conformi alla normativa vigente.
Cosa cambia per il resto d’Italia
Per le altre zone del Paese, la possibilità di accedere al Superbonus 110% si esaurisce secondo le scadenze già definite precedentemente, senza ulteriori proroghe. Questo significa che la finestra di opportunità si è ormai chiusa per la maggior parte degli immobili, salvo futuri interventi legislativi che, al momento, non sono previsti.
La scelta di riservare la proroga esclusivamente ai comuni del cratere sismico risponde a esigenze di equità e razionalizzazione della spesa pubblica, concentrando le risorse dove la ricostruzione è ancora una priorità.
Prospettive e criticità
La nuova disciplina del Superbonus, seppure limitata geograficamente, potrebbe fungere da modello per future politiche di incentivazione settoriale, con un’attenzione crescente alla situazione reale dei territori. Tuttavia, risulta fondamentale garantire la massima chiarezza nei passaggi operativi, onde evitare disagi ai cittadini e alle imprese coinvolte.
La collaborazione tra enti locali, professionisti e istituzioni centrali sarà determinante per assicurare che le risorse stanziate raggiungano effettivamente chi ne ha bisogno, senza ritardi o complicazioni burocratiche.
Conclusioni
La proroga del Superbonus al 2026 non è una misura universale, ma un provvedimento mirato che interessa esclusivamente le zone colpite dal sisma in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Le nuove regole, introdotte dalla legge 118/2025, fissano criteri stringenti sia in termini di tempistiche sia di tipologia di intervento, limitando l’agevolazione a chi ha presentato istanza di contributo dopo il 30 marzo 2024 e solo per le spese eccedenti il contributo pubblico.
Per chi opera nei territori interessati, è essenziale informarsi puntualmente sulle condizioni di accesso e sulle modalità di fruizione del beneficio, al fine di cogliere le opportunità offerte dalla proroga nel rispetto della normativa vigente.
Francesca Moretti
Commercialista e Consulente Fiscale
Esperta di fiscalità per partite IVA e piccole imprese. Scrive guide chiare per districarsi nella burocrazia, con un focus particolare sulle agevolazioni fiscali e la pianificazione patrimoniale.






