Congedo parentale 2026: ecco le nuove regole e quanto spetta
Il congedo parentale nel 2026 introduce nuove regole che determinano i diritti dei genitori in Italia. Questo articolo offre una panoramica dettagliata su quanto…

Il congedo parentale nel 2026 introduce nuove regole che determinano i diritti dei genitori in Italia. Questo articolo offre una panoramica dettagliata su quanto spetta a ciascun genitore e le principali novità normative, così da chiarire le modalità di accesso a questo importante beneficio.
Quali sono le nuove regole del congedo parentale nel 2026?
Le nuove regole del congedo parentale 2026 sono definite dal Decreto Legislativo n. 42/2025, che ha modificato le precedenti disposizioni per modernizzare e rendere più flessibile il permesso parentale. Dal 1° gennaio 2026, entrambi i genitori possono usufruire di un totale di 12 mesi di congedo parentale, da suddividere tra loro secondo le proprie esigenze familiari.
Una novità importante riguarda la possibilità di frazionare il congedo in periodi anche non continuativi e di convertirlo in modalità oraria, fino a un massimo del 50% delle ore lavorative settimanali. Questo consente una gestione più agile del tempo da dedicare ai figli, adattandosi meglio alle necessità di ogni famiglia.
Ripartizione tra madre e padre
La durata complessiva resta di 12 mesi, ma ciascun genitore non può superare i 9 mesi, salvo casi particolari previsti dalla legge. I genitori possono anche scegliere di fruire del congedo contemporaneamente, nel limite massimo di 3 mesi.
Quanto spetta a ciascun genitore per il congedo parentale?
Per quanto riguarda l’indennità di congedo, nel 2026 la legge prevede che nei primi 3 mesi di congedo parentale retribuito per ciascun genitore venga riconosciuto il 60% della retribuzione media giornaliera. Questo periodo è garantito sia alla madre che al padre, senza condizioni di reddito.
Dal quarto al nono mese, l’indennità scende al 30% della retribuzione, sempre che il bambino non abbia superato i 12 anni di età. Dopo i 9 mesi, i restanti periodi di congedo sono senza retribuzione, ma il diritto all’assenza rimane.
- Primi 3 mesi: 60% della retribuzione
- Dal 4° al 9° mese: 30% della retribuzione
- Oltre il 9° mese: diritto all’assenza, ma senza indennità
Nel caso di famiglie monoparentali, il genitore ha diritto a tutti i 12 mesi, con le stesse modalità di indennità previste per ciascun periodo.
Come richiedere il congedo parentale nel 2026?
Le modalità di accesso al congedo parentale sono state semplificate. Dal 2026, puoi presentare la domanda telematicamente tramite il portale INPS oppure tramite il datore di lavoro, che ha l’obbligo di inoltrare la richiesta all’INPS entro 5 giorni lavorativi.
Per ottenere il permesso parentale, è necessario allegare un’autocertificazione che attesti il rapporto di genitorialità e indicare i periodi di fruizione richiesti. La domanda deve essere presentata almeno 15 giorni prima dell’inizio del congedo, salvo i casi di urgenza disciplinati dalla legge.
- Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
- Compila la domanda indicando il periodo di congedo
- Allega la documentazione richiesta
- Ricevi conferma di accettazione o eventuale richiesta di integrazioni
Quali sono i diritti dei genitori durante il congedo parentale?
Durante il permesso parentale, il genitore mantiene il diritto al posto di lavoro. Il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore per tutta la durata del congedo e fino ai 12 mesi successivi al rientro.
Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa, quindi non incide negativamente sul calcolo della pensione. Inoltre, i giorni di assenza non vengono conteggiati ai fini delle ferie e della tredicesima mensilità, ma restano protetti i diritti legati all’anzianità di servizio.
Se lavori part-time o in modalità agile, il congedo può essere frazionato in modo ancora più flessibile, anche su base oraria, garantendo così una maggiore compatibilità con le esigenze professionali e familiari.
Quali sono le differenze rispetto al congedo parentale precedente?
Rispetto alle regole precedenti, il congedo parentale 2026 porta alcune differenze sostanziali. Prima del 2026, la durata totale era di 10 mesi, con una retribuzione più bassa nei primi mesi (30%) e limiti più rigidi sulla fruizione contemporanea.
Dal 2026, la durata complessiva aumenta a 12 mesi, l’indennità nei primi 3 mesi sale al 60% e la modalità oraria viene estesa fino al 50% delle ore settimanali. Viene inoltre rafforzata la tutela contro il licenziamento e la procedura di richiesta risulta più snella.
Queste nuove regole mirano a garantire maggiore equilibrio tra vita familiare e professionale, oltre a una ripartizione più equa dei compiti di cura tra madre e padre.
Tabella di confronto tra vecchie e nuove regole
- Durata totale: da 10 a 12 mesi
- Indennità iniziale: dal 30% al 60%
- Frazionamento orario: da 30% a 50% delle ore
- Tutela lavorativa: rafforzata dopo il rientro
Il nuovo quadro normativo del permesso parentale dal 2026 rende più semplice conciliare il lavoro con la cura dei figli. Se stai valutando di richiedere il congedo, informati con attenzione sulle tempistiche e sulle modalità di domanda per tutelare appieno i tuoi diritti.
Serena Caputo
Consulente del Lavoro, Esperta in Previdenza Sociale
Consulente del Lavoro iscritta all'Ordine Provinciale di Bologna dal 2011. Specializzata in diritto previdenziale, gestione delle pensioni e ammortizzatori sociali. Assiste lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati nella comprensione dei propri diritti contributivi. Collabora con patronati e CAF per attività di formazione e divulgazione sulle novità normative.