Il santo del giorno – 6 aprile – San Pietro da Verona

Nasce a Verona, nell’anno 1200. A sette armi fu mandato dal padre a frequentare una scuola cattolica. Frequenta l’Università di Bologna un ambiente in quegli anni di sfrenata scostumatezza. Abbandona tutto e tutti e si chiuse nella pace del chiostro domenicano. Ancora novizio, cadde in una gravissima malattia, che mise in pericolo la sua esistenza. Supera la crisi e a quel punto si applica nello studio della Sacra Scrittura e della teologia. Ordinato sacerdote inizia a predicare il vangelo operando tante conversioni. Il 6 aprile 1252, mentre si recava a piedi da Como a Milano, fu raggiunto da un sicario dei catari che gli spaccò il cranio con un colpo di falcastro e ferì mortalmente un suo confratello, di nome Domenico, che si spense dopo alcuni giorni di agonia.


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Prima dell’ultimo respiro terreno, Pietro intinse un dito nel suo sangue e scrisse a terra: Credo in unum Deum. Il corpo del martire fu trasportato a Milano. Dal 1340 è custodito nella splendida Arca di San Pietro Martire, realizzata da Giovanni di Balduccio e posta all’interno della Basilica di Sant’Eustorgio. Il suo culto si espanse rapidamente, anche grazie ai miracoli attribuiti alla sua intercessione e alla sua veloce canonizzazione, avvenuta appena 11 mesi dopo la morte. Il suo omicida si chiamava Carino Pietro da Balsamo, che si pentì e poco tempo dopo entrò come converso nel convento domenicano di Forlì. Qui passò in preghiera e penitenza gli ultimi quarant’anni della sua vita. La conversione di Carino fu tale che morì in fama di santità e dal 1822 è venerato come beato. E questa è certamente tra le più grandi grazie scaturite dal martirio di san Pietro da Verona.