Frasi e Poesie di Sepulveda – Ecco le migliori

Frasi e Poesie di Sepulveda. E’ morto all’età di 70 anni lo scrittore cileno che aveva dato vita a Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Da fine febbraio si trovava ricoverato in ospedale ad Oviedo dopo aver contratto l’infezione da coronavirus.


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Vogliamo omaggiarlo con alcune delle sue frasi e poesie più belle che hanno probabilmente fatto la storia. E’ nato il 4 Ottobre del 1949 in Cile, ad Ovalle ed il nome completo è Luis Sepúlveda Calfucura. Tra i film più importanti si annoverano La gabbianella e il gatto, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, Nowhere, Terra del fuoco, Vivir a los 17.

Frasi Sepulveda – Le migliori

  • Quando si varca l’arco di ingresso al tempio dei sogni, lì, proprio lì, c’è il mare.
  • Non serve a niente una porta chiusa. La tristezza non può uscire e l’allegria non può entrare.
  • Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori e, se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo.
  • La banalità cerca di pervertire il vero peso delle parole; perchè sente la minaccia dell’ordine che creano e del frutto più importante di quest’ordine: la ragione che ci fa temere l’abisso, ci rende coraggiosi di fronte alle avversità e diffidenti dinanzi al farabutto che cerca di dare gatta per lepre.
  • I miei sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi e resistenti.
  • E’ possibile vivere, e vivere in piani anche nei momenti peggiori
  • Era amore puro, senza altro fine che l’amore stesso. Senza possesso e senza gelosia.
  • Tutti quelli di cui sentiamo la mancanza ci hanno lasciato appena alcune foto, che sono come pezzi di vita congelata nel momento del clic.

Poesie Sepulveda – La dedica alla moglie

La poesia, in spagnolo “La más bella historia de amor”, è tratta dalla raccolta “Poesie senza patria”, edita da Guanda (2003).

L’ultima nota del tuo addio
mi disse che non sapevo nulla
e che arrivavo
al tempo necessario
di imparare i perchè della materia.
Così, fra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.
Che i solfeggi e i sol
raddoppiano la fame dell’orecchio
Che è la strada e la polvere
la ragione dei passi.

Che la via più breve
fra due punti
è il giro che li unisce
in un abbraccio sorpreso.

Che due più due
può essere un pezzo di Vivaldi.
Che i geni gentili
stanno nelle bottiglie di buon vino.

Una volta imparato tutto questo
tornai a disfare l’eco del tuo addio
e al suo posto palpitante scrissi
la Più Bella Storia d’Amore
ma, come dice l’adagio,
non si finisce mai
d’imparare e aver dubbi.

Così, ancora una volta
facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda un a stella cadente,
seppi che la mia opera era scritta
perchè La Più Bella Storia d’Amore
è possibile solo
nella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi