Il fiore diventa frutto: ecco tutto ciò che devi sapere

Il fiore, una volta fecondato, si trasforma in frutto che protegge i semi.


Leggi anche:[wp-rss-aggregator ]

Tutte le piante provviste di un fiore producono anche un frutto, quindi tutte le Angiosperme, perciò, producono un frutto, alcuni però sono meno riconoscibili di altri.

Una volta avvenuta la fecondazione (la fusione dei granuli di polline con altrettante cellule uovo), il fiore comincia a trasformarsi in frutto, i petali e gli stami si afflosciano e diventano meno vistosi.

È la base pistillo a trasformarsi in frutto, si ingrandisce e protegge i semi ancora troppo piccoli e delicati per poter sopravvivere se liberati all’esterno.

Frutti diversi per ogni fiore

Ogni pianta svilupperà dei frutti diversi a seconda della struttura del fiore, cioè un singolo fiore svilupperà un frutto semplice mentre fiori riuniti in infiorescenze svilupperanno infruttescenze o frutti multipli più complessi.

Tutti i frutti si dividono in due gruppi, cioè quelli deiscenti che si aprono una volta maturi e quelli indeiscenti che invece non si aprono.

Inoltre dobbiamo sapere la differenza tra frutti carnosi che hanno una polpa molle e i frutti secchi che contengono poca acqua e sono più duri.

Frutti carnosi

I frutti carnosi sono forniti di una parte molle e succosa. Sono per lo più frutti indeiscenti perché a maturità non si aprono ma lasciano marcire sul terreno le loro parti molli nel caso in cui queste non siano state ingerite dagli animali.

Si distinguono i frutti carnosi chiamati drupe, come ciliegie, prugne e albicocche che contengono il nocciolo e quelli che invece sono chiamati bacche, come il frutto del dattero, gli acini di uva, il pomodoro o la melanzana che non hanno il nocciolo ma tanti piccoli semini.

Frutti secchi

I frutti secchi invece hanno una parte più secca. Si dividono in semi commestibili o disidratati.

I semi commestibili, detti anche semi oleosi, sono quelli che sono avvolti da un guscio molto duro e possono essere mangiati come noci, mandorle e nocciole.

Mentre i frutti disidratati derivano dall’essiccazione di altri frutti freschi, come ad esempio prugne e uva.