Glicine: come prendersene cura, dall’inizio alla fine

Il glicine è uno dei fiori più diffuso. Noto per la sua bellezza e profumo in tutto il mondo. È una pianta che troviamo molto spesso su balconi, giardini o muri. È originaria della Cina, del Giappone e del Nord America.


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Tra le specie più comuni di glicine, troviamo la Wisteria sinensis, cioè il glicine comune e la Wiseria floribunda, proveniente dal Giappone.

Glicine: come prendersene cura, dall’inizio alla fine

Il glicine è molto facile da coltivare, ma dobbiamo fare attenzione alla fare successiva all’impianto. Possiamo coltivarlo sia in vaso che in giardino.

Per l’innesto, si deve scavare una buca di almeno 50-60 centimetri. Sul fondo si devono mettere ciottoli, argilla espansa, letame e concime a lenta cessione. Una volta piantato bisogna annaffiarlo abbondantemente.

Per il vaso invece, abbiamo bisogno di un vaso di almeno 60 cm. Quando le radici diventano più grandi si devono asportare circa 1/3 di esse e potare la pianta per far sì che l’apparato radicale sia sufficiente a nutrirla.

Il glicine ha bisogno di molto sole, quindi va posizionata in pieno sole. Il terreno ideale debe essere morbido, fresco e ricco di materiale organico. Questa pianta non tollera i terreni calcarei perché potrebbe portare a malattie e quindi alla morte della pianta stessa.

Ha bisogno di molta acqua, anche se nelle stagioni più fresche basta l’acqua piovana mentre in vaso, andrà innaffiato ogni 2-3 settimane. In estate comunque c’è bisogno di innaffiare la pianta più frequentemente così da non farla seccare.

Questa pianta ha bisogno anche di essere concimata molto spesso. Predilige fertilizzanti polivalenti ricchi di azoto, fosforo e potassio, soprattutto nei primi anni di vita.

Successivamente però va eliminato l’azoto perché la pianta è diventata abbastanza grande da produrlo da sola. Esagerare con l’azoto porterà la pianta a una crescita eccessivamente.

Il glicine va potato due volte l’anno, cioè alla fine dell’inverno, a febbraio, e l’altra in estate.

Con la potatura invernale si vanno ad accorciare i rami di almeno un anno di età, lasciando su di esso solo 4-5 gemme. Vanno anche eliminati i rami secchi, malati o danneggiati.

In estate invece la potatura deve essere molto più leggera in modo da rendere lo sviluppo vegetativo più ordinato e armonico.