Febbre del Nilo, casi in aumento in Italia: ecco i sintomi

Casi di Febbre del Nilo in aumento nel nostro paese, infatti in Italia sono state registrati oltre 500 casi di positivi relativi a questo tipo di malattia endemica, numeri che se rapportati a quelli registrati in tutta Europa acquisiscono un senso ancora più significativo, di poco meno di 1300 casi sul continente registrati quindi circa la metà sono stati evidenziati in Italia.

Ma c’è da preoccuparsi? La malattia conosciuta anche come West Nile è in realtà molto conosciuta e presente in habitat anche estremamente diversi da quelli mediterranei.
I sintomi così come la pericolosità di questo tipo di trasmissione sono da tenere sotto controllo, però quali sono?

Viene trasmessa la Febbre del Nilo

Come tantissime altre malattie la principale forma di trasmissione avviene attraverso altri animali, principalmente le zanzare, che fungono da vettore. Le zanzare infatti sono vettori artropodi ematofagi in quanto possono pungere ed infettare varie specie, a partire dai mammiferi di medie e grandi dimesioni fino ad uccelli ed anche esseri umani.

La trasmissione è quindi simile se non identica ad altre forme di malattie (come la malaria) ma ha effetti molto meno incisivi nella maggior parte dei casi. Infatti la West Nile, chiamata anche malattia del Nilo pur essendo diffusa in tutti luoghi con clima sufficientemente caldo e temperato in 8 casi su 10 è assolutamente asintomatica quindi non presenta sintomi evidenti.

In altri casi la West Nile presenta sintomi altresì confondibili con classiche e tradizionali forme di disturbi influenzali che però svaniscono solitamente dopo pochi giorni al massimo. Quando però la Malattia del Nilo può essere un problema?

Dolori muscolari, sensazione di malessere, mal di testa, vomito, nausea, in casi più rari anoressia. Tuttavia può essere un fattore peggiorativo per soggetti a rischio come anziani o immunodepressi, ad esempio in combinazione di varie forme tumorali già presenti, encefalite o meningite.

Nel meno dell’1 % dei casi può portare forti dolori muscolari, convulsioni paralisi, svenimento e rigidità del collo.

La malattia viene tenuta sotto controllo ed è riconosciuta nelle varie forme di varianti da oramai quasi 20 anni evitando allarmismi però, non è considerabile un rischio a lungo termine per la salute in caso di assenza di disturbi già presenti.

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