|
Denunciate sette persone per la truffa del vino DOC. "Taroccato" anche Gavi da esportazione
Ha avuto ulteriori sviluppi l'operazione dei carabinieri del NAS di Alessandria contro la contraffazione di vini pregiati da esportazione, avvenuta per alcuni anni tra le province di Cuneo, Asti e che aveva interessato anche il territorio di Alessandria perché in una tipografia della zona venivano stampati i contrassegni di Stato falsi apposti sulle bottiglie.
Tra i vini "taroccati" c'erano anche del Gavi. Nell'ultima tranche dell'indagine, denominata come l'antieroe dei fumetti di Alan Ford, "Superciuck", sono state denunciate sette persone, di cui una domiciliata ad Alessandriaa e una residente in Germania, paese dove gran parte delle bottiglie contraffatte venivano spacciate come di ottima annata.
I carabinieri hanno accertato che il commercio illegale di vino non di qualità, fatto passare per DOC o DOCG semplicemente falsificando le etichette, era incominciato all'incirca nel 2004. La truffa era stata messa in piedi da una vera e propria organizzzazione a delinquere commercaiante soprattutto all'estero, Germania e Danimarca (la vendita avveniva anche su internet).
Il vino di serie B veniva acquistato "in nero" da varie cantine piemontesi e pugliesi e poi imbottigliato con i marchi DOC e DOCG. Già nel febbraio scorso le indagini condotte dai militari alessandrini agli ordini del Capitano Paolo Belgi avevano portato all’esecuzione di 15 decreti di perquisizione locale e personali, con conseguente sequestro di una azienda vitivinicola, di 281 ettolitri di vino sfuso anonimo, 11.761 bottiglie di vino, 12.000 etichette di vini d.o.c.g. e d.o.c. contraffatte, 33.000 contrassegni di Stato relativi a vini d.o.c.g. contraffatti.
Ma i "Superciuk" erano riusciti a riorganizzarsi e spostare e spostare anche l'etichettatura tra Asti e Cuneo, pronti a continuare la truffa enologica, diretta sempre a supermercati e vinerie tedesche.
Sono statie sequestrate:
- circa 12.000 etichette di vini contraffatti, riportanti le seguenti
aziende inesistenti: BAROLO d.o.c.g.: “Cascina Valpinota”; “Cantine Cavour”; “Azienda Agricola La Moranda”; “Vignaioli Piemontesi” e “Cantine San Vittore”; BRUNELLO DI MONTALCINO d.o.c.g.: “Cantine Etruria” e “Casa Vinicola La Contessa”; CHIANTI d.o.c.g.: “Cantine Santa Lucia” e “Cantine Castellani S.p.A.”; GAVI d.o.c.g.: “Cantine Cavour”; AMARONE DELLA VALPOLICELLA d.o.c.: “Cantine Villa Miroglio” e “Cantine Villa Triboldi”;
- 85.000 fascette contraffatte relative ai contrassegni con il sigillo dello Stato per i vini d.o.c.g., di BAROLO, BRUNELLO DI MONTALCINO, CHIANTI E GAVI;
Sequestrata inoltre la cantina abusiva in provincia di Asti dove avveniva la falsificazsione. Oltre a marchi inventati, i truffatori avevano contraffatto prodotti di aziende realmente
esistenti, quali il vino d.o.c.g. BRUNELLO DI MONTALCINO “POGGIO SAN POLO”,
dell’azienda San Polo di Montalcino (SI), il vino d.o.c. “BARBERA BRICCO
DELL’UCCELLONE”, dell’azienda Braida di Rocchetta Tanaro e la GRAPPA LEVI di
Neive (CN).
"L’organizzazione", ha detto il Capitano Belgi, "aveva una produzione di circa 100.000 bottiglie all’anno, poste successivamente in vendita all’estero ad un prezzo di circa 4 – 6 euro per i grossisti e di 10 – 15 Euro a bottiglia per i consumatori finali".
Gli indagati:
- C. V., classe 1960, residente a San Damiano d’Asti, "mente dell’organizzazione";
- C. M., classe 1971, residente a San Damiano d’Asti e titolare azienda vitivinicola;
- G. G., classe 1936, residente a Santo Stefano Belbo (CN), domiciliato ad Alessandria, principale collaboratore di C.V., addetto a i rapporti con la tipografia per la fornitura di contrassegni di Stato falsi, contatti con clienti esteri in lingua straniera;
- P. L., classe 1973, domiciliata a San Damiano d’Asti, convivente con C.V., addetta all’imbottigliamento in Italia e Germania;
- T. G., classe 1970, residente a San Martino Alfieri (AT), addetto alla logistica e proprietario cantina vinicola abusiva;
- D. M., classe 1963, residente a Canale (CN), titolare azienda vitivinicola a Santo Stefano Roero (CN);
- F. R., classe 1954, residente ad Eltville (D), titolare ristorante e locatario immobile adibito a cantina vitivinicola abusiva in Germania
11/8/2007
|