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Mai più mal di palestra
di C.P.
Continuano i consigli della dottoressa Marina Gerin Birsa, psicologa dello sport, su "come" affrontare al meglio la palestra.
Se il gruppo non c’è
Uno dei desideri più grandi quando si va in palestra è quello di: conoscere nuovi amici, aggregarsi a una compagnia diversa da quella abituale, trovare il/la partner della propria vita. Talvolta tutto ciò si concretizza, ma quando non succede, ecco che la motivazione inizia a calare e non si ha più voglia di proseguire. Per questo è importante non avere aspettative troppo elevate e soprattutto non pensare che la palestra sia necessariamente il luogo dove trovare l’amico più sincero o il compagno più amorevole né uno strumento con il quale riempire un’eventuale solitudine. Con i colleghi di sport può essere interessante anche semplicemente scambiarsi le impressioni sui corsi o su un singolo esercizio, a prescindere da quello che potrebbe succedere o meno sul fronte affettivo o sentimentale.
Programmi e verifiche
“In palestra c’è troppa gente, gli istruttori sono pochi e non riescono mai a seguirti come dovrebbero”: attenzione, questa è solo una scusa per non andarci! È vero che se ci si sente un po’ trascurati, essere puntuali all’appuntamento con corsi e attrezzi diventa difficile. Meglio, allora, instaurare un rapporto personale con gli istruttori ed “eleggere” uno di loro come “guida”. A dare un’enorme spinta motivazionale, poi, sono sicuramente le schede. Si tratta di veri e propri programmi d’allenamento che l’istruttore “prescrive” a ciascun iscritto in base: all’età, a eventuali problemi di salute, come per esempio il mal di schiena, agli obiettivi da raggiungere, come per esempio dimagrire o rassodare o rilassare tutta la muscolatura o determinate fasce muscolari. Di settimana in settimana, magari scegliendo un giorno preciso, è importante verificare insieme i risultati e fare il punto della situazione sulle cose che vanno bene e su quelle che necessitano di piccoli aggiustamenti: gli esercizi, infatti, possono risultare troppi o troppo pochi, troppo impegnativi o troppo poco. Calibrarli al meglio vuol dire impostare un programma d’allenamento davvero personalizzato, cosa che sicuramente rappresenta: un deterrente contro la tentazione di diradare la frequenza dell’attività sportiva, un’ottima strategia per non lasciarsi andare.
4/5/2009
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