Rifiuti: Aumento della raccolta differenziata ma la plastica da imballaggio non raggiunge gli obiettivi previsti

Secondo quanto riportato da alcuni dati del “Rapporto Rifiuti Urbani ultima edizione 2019” dell’Istituto della protezione e ricerca ambientale, la produzione dei rifiuti urbani ha registrato un aumento del 2% dei rifiuti rispetto al 2017 e poco meno di 500 kg a testa per ogni italiano: si parla di quasi 30,2 milioni di tonnellate dopo 6 anni sotto quota 30 milioni.

La raccolta differenziata è in costante aumento, guidata dagli imballaggi e tutte quante le frazioni sono già orientate verso gli obiettivi di riciclaggio previsti per il 2025, fatta eccezione per la plastica.

Secondo quanto presentato alla Camera dallo stesso Istituto, i rifiuti urbani prodotti sono stati gestiti da 646 impianti: 353 a Nord, 119 al Centro e 174 al Sud. Oltre la metà di questi è dedicata al trattamento dell’organico (339 impianti), che secondo quanto affermato dall’Ispra, tuttavia, alcune regioni non possiedono impianti per trattarlo.

Inoltre per quanto riguarda la differenziata, gli impianti non risulterebbero al passo con le esigenze della differenziata, ossia sono pochi e mal distribuiti: ammonterebbero a 7 le regioni che oltrepassano l’obiettivo del 65% fissato, al 2012, dalla normativa.

In discarica risulterebbero smaltite all’incirca 6,5 milioni di tonnellate (circa il 22%), con una riduzione del 6,4%.

Secondo l’Ispra al livello nazionale il costo totale medio pro-capite all’anno per i rifiuti urbani è incrementato di 3,46 euro: all’incirca 174,65 (nel 2017 era di 171,19). Nel Centro il costo è maggiore (208,05).

 

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