CoronaVirus 28 Marzo – Ecco gli ultimi aggiornamenti: dati sui contagi e bollettino Protezione Civile

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Dai dati del bollettino della protezione civile di ieri è emerso che il numero dei nuovi contagiati è stabile rispetto al giorno precedente. I pazienti risultati positivi al tampone sono stati ieri 4.401, mentre il giorno prima 4.492. Dati pressoché identici.

Ciò che preoccupa è la crescita del numero delle vittime che ieri ha toccato il punto più alto da quando ha avuto inizio l’epidemia in Italia: 969 (50 relativi al giorno precedente che non erano stati contati) per un totale di 9.134. 589 i guariti.

A Bergamo sono stati accompagnati i primi 20 medici volontari. Altri 8.000 si sono messi a disposizione per dare un contributo in prima linea. Nei prossimi giorni alcuni di essi raggiungeranno le zone a maggiore diffusione del virus.

Sono intanto arrivati a 51 i medici morti a causa del covid-19 in Italia mentre sono saliti a 6.414 gli operatori sanitari contagiati.

Il commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri ha parlato di un nemico invisibile e sconosciuto. Una guerra che si può vincere soltanto con il sacrificio di tutti i cittadini implorandoli al rispetto delle regole. Gli esperti ritengono la fase di picco vicina in arrivo nel giro di qualche giorno. Dopo presumibilmente si aspettano una fase di decrescita sostanziale.

Ieri sera da una piazza San Pietro deserta e bagnata dalla pioggia Papa Francesco ha elevato una supplica per la fine della pandemia. Anche il presidente Mattarella ha parlato con un messaggio alla nazione invitando l’Unione Europea ad attuare al più presto possibile manovre finanziarie ed economiche a sostegno dell’Italia.

In un periodo inevitabilmente di stretta per i lavoratori, ciò che si teme sono possibili rivolte soprattutto al Sud dove i supermercati sono già sotto scorta dopo che sui social sono iniziate a diffondersi iniziative violente nei confronti della grande distribuzione.

Servono manovre economiche immediate a sostegno dei cittadini altrimenti ben presto l’ordine pubblico potrebbe diventare difficile da gestire.