Assistenti civici “anti movida”, Il governo si divide ma c’è il sì di Conte

La proposta presentata dal ministro degli affari regionali Francesco Boccia presentata alcune settimane fa era passata sotto silenzio, ma nelle ultime ore è diventata l’argomento principale di questi giorni, nonchè il motivo di altri dissidi interni per il collettivo.


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Assistenti civici, tante controversie all’interno del governo

Ovviamente si parla del progetto “assistenti civici”, persone che su base volontaria e senza alcuna retribuizione andranno a fornire “prestazioni di volontariato, con finalità di mera utilità e solidarietà sociale” senza affiancare ne sostituire il normale lavoro delle forze di polizia. Decisione resa necessaria vista il problema delle “movide”, ovvero come sono stati ribattezzati i grandi assembramenti locati perlopiù nelle città quando cala il sole, in corrispondenza di locali, discoteche e pub: il ruolo degli assistenti sarebbe quello di sorvergliare le zone particolarmente dedite a questo fenomeno, ma la decisione ha trovato tante critiche come quelle del presidente del Veneto, Zaia, Matteo Renzi, leader di Italia Viva solo per fare due nomi, ma in serata Palazzo Chigi, al termine di una riunione tra il Premier Conte assieme ai ministri Lamorgese, Boccia e Catalfo hanno di fatto approvato il si agli assistenti civici, decisione che verrà di fatto messa nero su bianco e spiegata in maniera dettagliata nelle prossime ore.

Regioni e comuni decidono autonomamente

Il parere positivo del governo verso questo “aiuto” da parte di volontari non sembra cambiare più di tanto il modo in cui le diverse regioni e città del paese decideranno di affrontare il problema delle movide: De Luca, presidente della regione Campania ha imposto la chiusura dei locali alle 23, mentre il sindaco di Napoli De Magistris aprirà tutti gli esercizi senza limiti, mentre è opposto il discorso in Lombardia, dove a Milano il sindaco Sala che ha vietato la vendita delle bevande da asporto dalle 19, mentre a Roma la Raggi opta per multe fino a 500 euro per chi abbandona guanti e mascherine per le strade.