Conte sul caso Regeni: “Nessuna visita fino a quando non verrà fatta chiarezza, mancati risultati colpa mia”

Sono passati più di quattro anni dal brutale assassinio del giovane Giulio Regeni, che fu rapito in Egitto il 25 gennaio 2016 per poi venire ucciso successivamente, ma c’è ancora poca chiarezza sulla triste vicenda, e il Premier Giuseppe Conte ha chiarito la posizione attuale del governo in merito.


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“Niente visita di stato, remore fino alla chiarezza”

Alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni il Premier ha dichiarato: “A poco più di 4 anni dalla barbara uccisione di Giulio l’Italia tutta, le sue istituzioni, la pubblica opinione continuano ad attribuire priorità alla ricerca della verità sulla sua morte. Nessuno deve dubitare, non abbiamo mai smesso di sollecitare all’Egitto progressi nell’identificazione dei responsabili dell’efferato delitto. Il Governo non ha mai lesinato sforzi ed impegno, è sempre stato in cima nei miei colloqui con il presidente al Sisi” confermando una certa freddezza con il governo egiziano priesieduto da Al Sisi escludendo anche una possibile futura visita di stato, fino a quando non verrà fatta finalmente chiarezza su questo terribile episodio, manifestando remore anche quando il Premier è stato invitato all’inaugurazione dell’Università del Cairo.
Conte ha espresso il proprio rammarico definendo vani gli sforzi per cercare la verità, anche dopo un confronto con il capo dello stato egiziano, scusandosi con la famiglia Regeni e definendosi l’unico responsabile in merito.

Anche dall’Egitto si vuole arrivare alla verità

Per molto tempo restie nel trovare la verità, anche gli organi giudiziari del paese intendono cooperare con i medesimi organi italiani in tal senso: il giovane ricercatore a lungo è sembrato far parte di un movimento sindacale che si oppone all’attuale governo di Al Sisi, sebbene non sono state prove inconfutabili in tal senso, anche se una certa freddezza nel collaborare potrebbe essere spiegata come la volontà di non andare contro l’attuale forza al potere. Il prossimo 1° luglio è stata programmata una videoconferenza per gettare le basi di una coooperazione tra i due paesi.