Bruxelles, proposta da Michel sul Recovery Fund: tagli ai sussidi e più prestiti, la reazione di Conte

Nuovo contrasto tra i due grandi blocchi europei che si sono espressi ampiamente sulle misure degli aiuti per aiutare i paesi colpiti dal Covid-19, ovvero tra i “frugali”, “capitanati” dall’Olanda, e i rappresentanti del sud del continente: le due parti si erano già trovate in disaccordo sul Recovery Fund, che secondo Mark Rutte, primo ministro olandese avrebbe favorito lo “sperpero” degli aiuti.


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Il “compromesso” post Commissione Europea

I leader dei paesi europei (Danimarca, Austria, Paesi Bassi, Finlandia e Svezia assieme ai capi di Stato e di governo di Italia, Francia, Germania, Spagna e Portogallo) si sono riuniti nel corso della Commissione europea sul Next Generation Eu proprio per trovare un accordo: Charles Michel, il presidente del consiglio europeo ha formulato un compromesso sul Recovery Fund: più prestiti-aiuti e taglio alle risorse a fondo perduto, condizione che stavolta soddisfa l’Olanda, che si è dimostrata particolarmente intransigente sul “freno di emergenza”, tanto che Rutte ha aperto alla proposta: “Proposta sulla governance presentata da Michel è un serio passo nella giusta direzione“.
Qualora fosse approvata questa proposta un singolo paese potrebbe opporsi sul tipo di utilizzo degli aiuti, portando la richiesta al voto dei 27 partecipanti.

Il parere contrario di Italia e Spagna

Il Premier italiano Giuseppe Conte ha espresso la propria contrarietà alla proposta, sopratutto quella relativa al freno di emergenza, ritenuta anche dal premier spagnolo Sanchez non accettabile, sia giuridicamente che politcamente parlando, attaccando la posizione dell’Olanda, in merito alle questioni finanziarie sospette del paese: “Da domani dovrà essere affrontata in tutte le sedi europee una riforma organica della politica fiscale europea“, manifestando l’intenzione di contrattaccare: “L’Italia ha deciso di affrontare, di sua iniziativa, un percorso di riforme che le consentano di correre ma pretenderà una seria politica fiscale comune“, ricordando che la Germania non rispetta i “paletti” imposti dall’UE.
Il mondo politico italiano e non solo attendono novità in merito.