La pace fiscale per evitare lo scontro sociale

Una nuova pace fiscale è possibile. Il 15 Ottobre scadrà la moratoria delle cartelle esattoriali, misura speciale messa in pratica durante il lockdown. Un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà nel pagare i debiti fiscali pregressi.

In realtà la scadenza era stata prevista, in un primo momento, per il 31 Agosto ma è stata poi prorogata al 15 Ottobre.

Incredibilmente oltre il 60% dei morosi, nonostante la mano tesa dello Stato, ha preferito pagare i propri debiti senza ricorrere alle dilazioni.

La Riforma Fiscale

In realtà ciò che tutti aspettano con trepidazione è la Riforma Fiscale 2021 che, secondo alcuni bene informati, avrebbe nelle intenzioni quella di costruire un nuovo rapporto dei cittadini italiani con le tasse.

Una vera e propria rivoluzione. Una delle misure al vaglio degli esperti è di ispirazione tedesca: ridurre gli scaglioni da 5 a 4, andando così incontro alle esigenze del ceto medio.

In pratica si andranno ad accorpare le aliquote Irpef centrali portandole al 36%.

Un grande fermento si muove anche attorno alle partite Iva: si stanno studiando misure che consentirebbero di superare il sistema basato su acconti e saldi. Il pagamento delle tasse dovrebbe avvenire tramite cassa.

Questa tanto attesa Riforma Fiscale dovrebbe assumere una proporzione che si aggirerà attorno ai 15 miliardi di Euro.

La rottamazione fiscale

La Riforma Fiscale potrebbe contenere anche una rottamazione fiscale 2020 studiata per chiudere i conti con i vecchi debiti della popolazione.

Una misura che nei progetti dell’Esecutivo dovrebbe riportare alle casse dello Stato una discreta percentuale dei 1.000 miliardi di Euro che attualmente fanno parte dei crediti.

Due terzi di questo immenso mare di credito risulta inesigibile o per lo meno difficilmente esigibile e la rottamazione fiscale è senza dubbio una misura da prendere seriamente in considerazione da parte del Fisco.

La paura

Il timore che aleggia dietro a queste misure è quello di uno scontro, prima politico e poi sociale, a causa delle difficili condizioni economiche in cui versano i cittadini italiani.

Il lockdown ha rappresentato un vero e proprio macigno nelle finanze degli italiani. Si tenga presente che già negli anni precedenti il tasso di recupero da parte dello Stato dei crediti fiscali era piuttosto basso.

Infatti, secondo la Corte dei Conti, durante il regime di Equitalia dal 2000 al 2019, il Fisco è riuscito a recuperare soltanto il 13.3% degli oltre mille miliardi di Euro di imposte evase.

L’aria nel Paese è dunque molto tesa e si cercano misure capaci di riportare la tanto agognata pace fiscale.