Antisemitismo in aumento, Facebook rimuove e vieta i post negazionisti verso l’Olocausto

Passo in avanti importante da parte del social media per eccellenza su una questione sempre attuale, sopratutto con i tempi che corrono, dove spesso le teorie complottistiche e cospirazionisiche trovano grande diffusione sul web al punto da diventare pericolose: Mark Zuckerberg ha infatti reso noto che sul proprio social media non saranno più tollerati post che inneggiano alla negazione dell’Olocausto, e gli utenti che diffondono questo tipo di notizie e commenti verranno bannati immediatamente.

Nuova politica

Questa presa di posizione netta e probabilmente necessaria in un panorama dove i social hanno assunto un peso specifico rilevante, e diversi mezzi di comunicazione sono stati al centro di critiche, visto che in virtù di un utilizzo sempre più radicalizzato da parte di determinate utenze le vecchie politiche non si sono dimostrate efficaci nella lotta contro l’incitamento all’odio. Lo stesso Zuckerberg si è detto combattuto su questa decisione, sopratutto dopo quanto accaduto nel 2018, anno in cui Facebook pur definendo la negazione dello sterminio durante la seconda guerra mondiale profondamente offensiva  aveva permesso la libera diffusione di contenuti che confutassero quanto accaduto, in nome della libertà.
Ad adesso in avanti se le persone cercheranno informazioni sull’Olocausto su Facebook, il social le indirizzerà a fonti autorevoli, affinché abbiano comunicazioni vere e accurate

Ban

La scorsa settimana la piattaforma aveva già preso posizione verso gruppi di negazionisti come QAnon, generalmente vicini alla destra estrema statunitense: QAnon ritiene che moltissimi personaggi politici molto influenti facciano parte di una sorta di massoneria satanica per controllare il mondo, venendo recentemente rimossa da Facebook, che si è prodigata di rimuovere o oscurare qualsiasi fonte non veritiera e sicura nei confronti del Coronavirus, visto che il Covid-19 è stato fonte di diverse teorie complottistiche sia su una esistenza vera e propria, anche sulla pericolosità, nonostante le numerose vittime che sta mietendo sopratutto nelle Americhe.