Fiorella Mannoia, il nuovo disco fra lockdown e live a maggio

Fiorella Mannoia ha lanciato da poco il suo ultimo lavoro: Padroni di niente è l’album che l’artista ha realizzato durante il primo lockdown. “Questa è una forma di resistenza”, ha detto a TgCom24, “ci siamo resi conto come sia bastata una minuscola entità cellulare per metterci in ginocchio, noi che ci consideravamo invincibili”.


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Fiorella Mannoia ha raccolto tutto, dalle chiacchieratecon Amara fino alle domande che gli italiani si sono fatti allo scoppio della pandemia. “Si parlava di un nuovo Umanesimo, della necessità di rimettere al centro l’uomo a scapito del profitto”, ha aggiunto, “guardavamo affascinati la natura riprendersi i suoi spazi”. La riapertura però ha restituito una realtà molto diversa.

Fiorella Mannoia: “Ora siamo arrabbiati, preoccupati per il futuro”

Impossibile per Raffaella Mannoia non dare uno sguardo al presente, alla situazione drammatica in cui è ripiombata l’Italia e il resto del mondo. Pieni di speranza abbiamo cantato ai balconi e credevamo con ingenuità che tutto sarebbe tornato normale. “La politica si dà battaglia sulla pelle della gente”, dice la cantante, “possiamo considerare il 2020 l’anno più brutto dal dopoguerra ad oggi”. Un pensiero che si unisce alla cover che ha scelto per il suo nuovo album, ispirata al Viandante sul mare di nebbia. Il quadro di Caspar David Friedrich però è molto distante dal Viandante della Mannoia, attento osservatore della civiltà.

Ancora una volta, Raffaella Mannoia decide di aprire le porte del suo ultimo lavoro ad un’artista emergente. Oliva XX si è distinta come cantautrice e potremo ascoltarla nel duetto in Solo una figlia. Un brano che parla della violenza di genere, fisica e psicologica. “Non ha un lieto fine anche se non è da me”, rivela la cantante, “io preferisco sempreun finale di speranza. Ma è stata Olivia a dirmi che non sempre nella vita si vince e spesso certe cose vanno a finire male”. L’artista ha già organizzato il tour per promuovere il disco: 11 date nei teatri dello Stivale con un debutto il 12 maggio a Bologna e una conclusione il 31 a Milano. “Ci siamo interrogati anche se fosse meglio far uscire questo disco fra qualche mese”, ha confessato, “ma no perchè anche questa è una forma di resistenza”.