Serie A in crisi per il Covid. Tre club non hanno pagato gli stipendi di giugno

La Serie A e il calcio italiano continuano ad essere in crisi economica per le conseguenze della gestione della pandemia da Covid-19. Oggi Repubblica ha annunciato che tre club della massima serie non hanno pagato gli stipendi di giugno scorso e oggi rischiano penalizzazioni in classifica, qualora non dovessero mettere a posto i conti entro il prossimo  16 novembre.


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Serie A in crisi per il Covid. Tre club non hanno pagato gli stipendi di giugno

Problemi di liquidità per tanti club di Serie A. Secondo quanto riferisce oggi Repubblica sono 15 su 20 le società che hanno difficoltà a rispettare il pagamento del primo trimestre di stipendi della nuova stagione. Il termine originario, quello del 16 novembre, è stato prorogato al 1 dicembre. Ma ci sarebbero tre club che ancora non hanno pagato l’ultima mensilità della scorsa stagione quella di giugno. E per questa scadenza la proroga non vale. Per tutte queste società la prospettiva di possibili penalizzazioni: 2 punti per il mancato rispetto degli emolumenti verso i calciatori, e altri 2 punti qualora mancassero i versamenti dei contributi.

Della crisi di liquidità dell’intero sistema calcio ha parlato oggi anche il giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Bellinazzo in una intervista concessa a ‘Calcio Napoli 24 Live’, trasmissione in onda su CalcioNapoli24 TV (296 Digitale Terrestre in Campania, ndr). Quese le sue parole nella nostra sintesi. “C’è un problema fortissimo di liquidità, essendo venuti meno gli incassi dal botteghino e dagli abbonamenti, soprattutto per le società più piccole. È venuta meno anche l’ultima rata di diritti tv da Sky, non sono arrivati nemmeno i soldi alla Serie B e alla Lega Pro, in più gli sponsor ritardano i pagamenti. Stipendi e tassi assorbono il 70-80% delle spese complessive dei club. La crisi ha acuito la situazione di difficoltà dei club in questi anni: si punta ad un ristoro dal Governo, c’è anche difficoltà di ottenere crediti dalle banche secondo i normali circuiti. O arrivano i soldi pubblici, e si cerca di rimediare, oppure bisogna fare un bagno d’umiltà da parte dell’AIC e si accettano tagli importanti agli ingaggi e non una dilazione. La Serie A produce tantissimo e paga relative imposte per circa 900 milioni l’anno, e ciò finanza tutto lo sport italiano: 400 milioni vengono girati alle altre federazioni. Si doveva prevedere che i danni dal coronavirus sarebbero stati presenti anche in questa stagione 2020-21, è una stagione nata sotto una cattiva stella”.