Vangelo del giorno 22 Dicembre 2020: commento e Letture

Vangelo del giorno 22 Dicembre 2020

Martedì 22 dicembre 2020
1Sam 1, 24–28; 1Sam 2, 1.4–8
Vangelo secondo Luca (1, 46–55)

VANGELO

In quel tempo Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione
la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

COMMENTO

Maria toccata dalla grazia del Signore, si profonde in un canto di lode di estrema bellezza. Lei, creatura piccolissima scelta per ospitare e dare alla luce il Figlio di Dio, si sente benedetta dallo sguardo del Signore. Non sa cosa sarà della sua vita, ma sa che ovunque vi sia il segno prodigioso della presenza di Dio ogni cosa volgerà al bene. Leggendo attentamente il suo canto possiamo notare come questo cominci con Maria posta al centro, sconvolta dall’annuncio del Signore. La sua emozione e la sua gioia sono offerti a chi ascolta. Ben presto, però, il soggetto cambia e Dio diventa il punto focale, l’origine delle azioni misericordiose. A partire dalla sua esperienza Maria racconta come opera il Signore nelle nostre vite e tramite il suo sguardo ci invita a vedere con questa limpidezza le sue azioni e a lodarlo con fede profonda. Maria può farlo perché ha sperimentato la salvezza e tramite lei è possibile anche per noi fare la conoscenza della grande misericordia di Dio.

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