Brexit, trovato l’accordo “soft” con l’UE: ecco cosa cambia

A pochi giorni dall’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Unione Europea, il tanto sospirato accordo economico riguardante vari aspetti della separazione è finalmente arrivato, a mo di “regalo di Natale”: un mancato accordo prima del termine del 2020 avrebbe portato a diversi problemi per il Regno Unito, di stampo economico e commerciale, ma che avrebbero avuto effetto anche sulla politica del paese.

Niente “No Deal”

Lo spettro di un uscita senza accordo con l’UE (definita “No Deal”) si era fatta sempre più concreta e reale con l’approssimarsi della fine dell’anno, sopratutto dopo che nel Regno Unito è stato riscontrato una nuova variante del Covid, che ha costretto il Premier Boris Johnson a prendere misure drastiche e isolare il paese, dopo che il resto d’Europa ha di fatto proibito ogni contatto con le isole britanniche. Particolarmente significativi gli accordi su zero dazi, sugli accordi doganali e su una certa “elasticità” tra il Regno Unito e il resto del vecchio continente. L’accordo è stato raggiunto da Michel Barnier e David Frost, grazie all’intervento decisivo del premier britannico Boris Johnson e della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Cosa cambia

Oltre ad aver siglato ilpiù grande trattato di libero scambio mai concepito al mondo, questo comporterà alcune differenze sui cittadini europei che scelgano di visitare le isole britanniche. Stop al programma Erasmus da parte del Regno Unito, ma Johnson ha già fatto sapere di aver in programma il progetto Alan Turing che prenderà il posto dell’Erasmus, nel frattempo i cittadini europei dovranno pagare la retta universitaria.
Nessun cambiamento sostanziale per i cittadini europei che già risiedono nel Regno Unito, mentre dal 1° gennaio 2021 basterà utilizzare il passaporto per il turismo, mentre per chi voglia risiedere è necessario un visto ottenibile solo garantendo una retribuibizione minima di 26.500 sterline e un livello di conoscenza dell’inglese almeno di livello B1.
E’ prevista una corsia preferenziale per ottenere il visto per i lavoratori del settore sanitario.

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