Hai sempre sonno? Forse sei narcolettico

La narcolessia è una malattia neurologica, che causa ripetuti attacchi di sonno e una continua sensazione di sonnolenza diurna. Chi ne soffre, si addormenta più volte nell’arco dell’intera giornata, anche quando è occupato in attività coinvolgenti. può quindi capitare che l’individuo narcolettico si addormenti mentre sta mangiando, lavorando o parlando.
Il paziente, inoltre, si sente sempre stanco e soffre di disturbi notturni del sonno, dovuti a un’errata alternanza tra la fase REM e la fase NON-REM. Talvolta, perde il controllo dei propri muscoli (paralisi) e soffre di allucinazioni. Alla base di questa patologia sembra sia coinvolta una proteina del cervello, chiamata ipocretina.

Caratteristiche diagnostiche

Le caratteristiche diagnostiche della narcolessia sono i sonnellini diurni ricorrenti o gli attacchi di sonno che devono verificarsi per almeno tre mesi. La narcolessia generalmente produce cataplessia, che si manifesta con brevi episodi di perdita improvvisa e reversibile del tono muscolare scatenati da emozioni, tipicamente il riso e lo scherzo.

Caratteristiche associate a supporto della diagnosi

Quando la sonnolenza è grave, possono verificarsi comportamenti automatici in cui l’individuo continua le sue attività senza memoria o consapevolezza. Approssimativamente il 20-60% degli individui fa esperienza di paralisi del sonno nel momento di addormentarsi o al risveglio.
La narcolessia colpisce entrambi i generi, forse con una leggera preponderanza maschile.

Sviluppo e decorso

L’esordio avviene tipicamente nei bambini e negli adolescenti/giovani adulti, raramente negli anziani. Una volta comparso il disturbo, il decorso è persistente e perdura per l’intero corso della vita. Nel 90% dei casi, il primo sintomo a manifestarsi è la sonnolenza seguito da cataplessia e si hanno anche allucinazioni ipnagogiche e sogni vividi. Il sonno eccessivo progredisce rapidamente fino all’incapacità di rimanere svegli durante il giorno e di mantenere un buon sonno durante la notte, senza un chiaro aumento del fabbisogno totale di sonno.

Fattori di rischio e prognosi

Fattori di rischio possono essere: parasonnie, quali sonnambulismo, bruxismo, enuresi, faringite da streptococco di gruppo A, influenza, traumi cranici e bruschi cambiamenti nelle abitudini del ritmo sonno-veglia. La prevalenza della narcolessia è dell’1-2% tra i parenti di primo grado mentre i gemelli monozigoti sono concordanti per narcolessia nel 25-32%.

Conseguenze della narcolessia

Sono compromessi la guida, il lavoro e le relazioni sociali.

Diagnosi 

L’ipersonnolenza e la narcolessia sono simili per quanto riguarda il grado di sonnolenza diurna, l’età di esordio e la stabilità del decorso del tempo, ma possono essere distinte sulla base di diverse caratteristiche, infatti gli individui con ipersonnolenza presentano tipicamente un sonno notturno più lungo e meno disturbato. Al contrario, gli individui con narcolessia presentano cataplessia.

Comorbilità

La narcolessia può coesistere con disturbi bipolari, depressivi e d’ansia, e in casi rari con la
schizofrenia. Inoltre è anche associata a obesità.