Adolescenza e rischio di anoressia nervosa: il parere degli esperti

Questo disturbo si può presentare nei bambini già a partire dagli 8 anni e si caratterizza nel tentativo di perdere peso. C’è una errata percezione del proprio corpo. C’è una perdita di peso tramite l’evitamento del cibo o la restrizione del cibo, mangio poche quantità di cibo perché grandi quantità mi fanno ingrassare. Questi soggetti effettuano il vomito autoindotto, hanno sempre sensazione di pienezza e hanno sempre dolori addominali. In particolare, le anoressiche hanno una specie di iperattività, fanno sempre movimento, quando studiano a casa stanno a casa con il libro in mano e girano per tutta la casa proprio perché devono fare almeno un’ora di attività fisica. Nella bigoressia (bodybuilder), invece, i soggetti tendono a fare più attività fisica.

Abbiamo due tipi di anoressie:

  • anoressia con restrizione;
  • anoressia con abbuffata e con eliminazione di ciò che hanno appena

 

La prima causa di anoressia nervosa fu descritta da uno studioso francese, lo psicologo francese Pierre Marie Félix Janet. Si rimane anoressici per tutta la vita, anche se si guarisce il soggetto avrà sempre quei disturbi alimentari.

Secondo questo studioso francese, questo disturbo era di origine isterico, le anoressiche erano delle isteriche. Altri dopo, pensarono che l’anoressia era dovuta ad un disturbo come l’isolamento da parte della famiglia, altri da una vergogna che il soggetto provava per la trasformazione del corpo dalla pubertà all’adolescenza, un rifiuto da parte della donna della sua sessualità.

I soggetti che soffrono di anoressia spesso provengono da famiglie in cui l’ambiente le tiene estremamente dipendenti. Sono in genere ragazze coccolate, viziate, in genere figlie uniche. Quando si fa l’anamnesi ci si rende conto che ci sono stati episodi di anoressia già precoci, c’è un rapporto con il cibo sbagliato. In genere i soggetti possono avere questo comportamento dopo uno shock emotivo. Si comincia con una dieta alimentare, poi il soggetto ha dei disturbi digestivi. Il soggetto dice sempre di non avere fame, falsifica il valore del peso, mangia di nascosto, prende delle pillole dimagranti. In quest’iperattività i soggetti mostrano anche una certa apatia e un volto dove è possibile notare un velo di tristezza. In viso sono pallide, hanno le guance incavate, hanno i seni avvizziti, hanno la amenorrea (l’assenza del ciclo mestruale), ipotensione (una condizione in cui la pressione del sangue è molto più bassa rispetto ai valori considerati normali) e la stipsi (stitichezza).

Si pensa che ci siano dei fattori predisponenti all’anoressia: figlia unica, primogenita, sono persone che hanno una personalità nevrotica. Alcune anoressiche desiderano dimagrire per avvicinarsi ad un tipo femminile ideale, etereo, romantico;

Le madri delle anoressiche sono spesso donne libere professioniste, che si sono realizzate nella vita ma che sono frustrate all’interno delle loro relazioni sociali, sono donne che dominano nella vita familiare. I padri, invece, anche se sono riusciti socialmente, sono dei soggetti abbastanza passivi. Una psichiatra italiana, Mara Selvini Palazzoli ha trovato queste caratteristiche nelle famiglie delle anoressiche:

  • fissazione della madre su un piano omosessuale latente;
  • padri che hanno tendenze passive;
  • relazione sadomasochista tra i genitori, padre vittima della moglie sadica;
  • il soggetto anoressico che è sempre sottomesso ai rapporti della madre

Secondo quest’autrice questi sistemi impediscono alla ragazza anoressica di differenziarsi dalla madre e di giungere ad un livello successivo: non c’è, quindi, un superamento. In genere il padre ha sposato la moglie perché è l’immagine della madre idealizzata. La donna, invece, vede nel marito molte delle caratteristiche che lei vedeva nella madre. Le madri delle anoressiche, inoltre, sono donne esigenti, critiche e possessive e che sovrastano il marito per avere una sorta di riscatto.

L’anoressia è quindi una malattia dispercettiva. L’espressione “immagine corporea” fa riferimento alla rappresentazione mentale che un individuo ha del proprio corpo, dei suoi attributi fisici ed estetici, e all’immagine e ai sentimenti relativi alle parti costituenti il corpo stesso.