Renato Carosone, chi era: la sua vita, il trio, la carriera e quando è morto

Renato Carosone è sicuramente uno dei personaggi più discussi di questi ultimi giorni grazie anche al nuovo film di Rai 1 che parla appunto della sua vita. Era un cantautore molto talentuoso ma anche un compositore ed il suo più grande merito è stato quello di guardare sempre al futuro. E’ riuscito a diffondere la musica napoletana praticamente in tutto il mondo grazie ad incredibile utilizzo della televisione. Il suo era un talento molto spensierato condito anche da un carattere fantasioso. Durante la sua vita, nelle sue canzoni, univa il sound napoletano a vari generi e tra le varie composizioni ha fuso il ritmo della tarantella con i ritmi africani ed americani. Andiamo a scoprire qualcosa di più su chi era Renato Carosone.

Renato Carosone è nato il 3 Gennaio del 1920 a Napoli ed all’anagrafe il suo vero nome è Renato Carusone. I genitori si chiamavano Antonio e Carolina Daino ed il piccolo Renato, fin dalla giovane età, ha sempre mostrato una inclinazione verso le arti musicali. Ha iniziato già da bambino a suonare un antico pianoforte che apparteneva alla madre e per questo motivo il padre lo iscrisse presso una scuola di musica. Il suo primo maestro è stato Orfeo Albanese per poi continuare con Vincenzo Romaniello.

Dopo aver compiuto quindici anni scrive la sua prima composizione che si chiama Triki-trak, un pezzo per pianoforte che è stato scritturato anche dal teatrino dell’Opera dei Pupi. Due anni dopo si diploma in pianoforte dopo aver seguito gli studi al Conservatorio a Majella. Segue dunque un piccolo periodo nero che lo vede avvicinarsi all’Africa ma dopo poco tempo torna alla musica napoletana e diventa il direttore del teatro Odeon.

Proprio quello è il periodo in cui si crea una certa fama e questo gli dà la possibilità di tornare in Italia sia con la moglie che con il figlio. Gira molto tra Roma e Napoli dove si occupa di orchestra da ballo e viene dunque contattato per prendere parte allo Shaker Club. E’ questo il momento in cui parte il progetto del Trio Carosone che era composto da lui, dal chitarrista olandese Peter Van Wood e dal batterista Gegè di Giacomo, che veniva come Carosone da Napoli. Il successo è incredibile ed il trio conquista fin da subito tutto il pubblico.

Purtroppo però il trio Carosone non ha vita lunga perchè vengono abbandonati nel ’52 dal batterista. A questo punto Renato pensa che sia arrivato il momento di formare una nuova orchestra e riesce così ad ampliare il suo gruppo. Ma non finisce qui: Renato Carosne punta in grande e finisce anche in televisione con il programma “L’orchestra delle quindici”. Si tratta di un programma musicale che andava in onda tutti i giorni alle tre del pomeriggio e riesce a riscuotere, anche in questo caso, un successo incredibile.

Questo nuovo punto di partenza lo conduce anche ad avere successo internazionale. Era il 1956 quando conosce Nisa, un famoso paroliere del tempo. Con lui riesce a comporre musiche e canzoni che sono diventate molto famose. Un esempio? “Tu vuò fa l’americano”. Insomma, sicuramente grazie a questa collaborazione Renato Carosone riesce ad arrivare ancora più in alto e la sua fama diventa planetaria. Il giro del mondo era ormai stato compiuto.

La sua carriera si chiude inaspettatamente nel 1959 quando decide di abbandonare tutto ciò che aveva creato. La sua figura non è stata comunque subito abbandonata ed infatti è rimasto vicino al mondo dello spettacolo mantenendo vari impegni in tutto il mondo. Dopo quindici anni infatti è anche tornato a farsi vede in pubblico. Arriviamo dunque ai tasti dolenti, quelli che portano agli ultimi anni della sua carriera e della sua vita. Nel ’93 il primo aneurisma cerebrale dal quale però riesce a salvarsi e riesce a continuare a lavorare a vari progetti tra i quali un libro autobiografico. E’ stato pubblicato nel 2000 con il titolo “Un americano a Napoli” ed è stato scritto insieme a Francesco Vacalebre.

Renato Carosone è morto il 20 Maggio 2001 durante il sonno.

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