Cosa succede se mangi uno yogurt scaduto? Ecco le conseguenze

Cibi con alcuni “punti in comune” con le moderne tipologie di yogurt, sostanza ottenuta dalla fermentazione del latte, di origine animale ma anche vegetale, “trasformato” in acido lattico, al quale sono aggiunti fermenti lattici, sono state concepite, spesso casualmente, in diverse parti del mondo.

Per questo motivo le origini geografiche dello yogurt non sono ancora state certificate, e ciò è testimoniato dall’enorme varietà di prodotti simili, strettamente legati a tradizioni culinarie anche molto antiche. Oggi la produzione dello yogurt è quasi completamente sviluppata su base industriale, ed essendo prodotti associabili al contesto caseario, hanno una data di scadenza solitamente non troppo lunga.

Cosa succede se mangi uno yogurt scaduto? Ecco le conseguenze

Solitamente le diciture riportano il limite di consumo “consigliato” (“consumare preferibilmente entro la data…”) oppure “restrittivo” (un più diretto e specifico “consumare entro”). In generale gli yogurt moderni presentano un livello di “sicurezza” elevato, ciò significa che anche uno yogurt scaduto può essere consumato per diversi giorni dopo la scadenza, a patto che il vasetto risulti conservato correttamente: diversi laboratori europei hanno evidenziato un limite massimo di 3 settimane, se il vasetto non presenta rigonfiamenti di sorta: questo dettaglio indica la presenza di muffa o di altra alterazione batterica

Uno yogurt scaduto consumato dopo questa data provoca nella maggior parte dei casi un vero e proprio avvelenamento, causando conseguentemente vomito, dolori e crampi addominali, febbre alta, disidratazione, cali di concentrazione, spossatezza influenza e febbre. Insomma non è mai una buona idea consumare yogurt scaduto, sopratutto se questo presenta un aspetto o un odore sgradevoli.

E’ sconsigliato mangiare durante questo stato, dato che la condizione può indurre al vomito. Risulta altresì importante idratare il corpo con acqua o altre forme di decotti, per poi introdurre gradualmente cibo solido con l’approssimarsi delle normali condizioni di salute.

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