Passeggiare al giusto ritmo allunga davvero la vita: ecco come

Passeggiare al giusto ritmo, accelerando il passo anche per un tratto relativamente breve, può allungare davvero la vita. Una camminata quotidiana a passo svelto è infatti alla base di tante abitudini salutari che spesso i medici consigliano sia a chi ha problemi cronici, ma anche alle persone che vogliono migliorare il proprio stile di vita.


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Negli scorsi giorni sono arrivati i risultati di studi effettuati e pubblicati sulle riviste Jama Internal Medicine e Jama Neurlogy che hanno portato evidenze sull’utilità della camminata e della camminata a passo veloce nella prevenzione di rischio di morte prematura, malattie cardiache e cancro di circa il 10%. Scopriamo meglio le evidenze dello studio in questo articolo.

Passeggiare a passo veloce previene le malattie

La notizia è stata primariamente pubblicata dal New York Times e riportata in Italia dall’agenzia AGI. Lo studio ha esaminato il tracciamento delle attività di camminata di circa 78.500 persone, stabilendo che “camminare a passo svelto per circa 30 minuti al giorno ha ridotto il rischio di malattie cardiache, cancro, demenza e morte, rispetto a camminare lo stesso un numero di passi a un ritmo più lento”.

Lo studio ha confermato la riduzione del rischio di malattie con un numero di passi adeguati, anche se i benefici già in passato erano stati trovati sotto la soglia sbandierata dei 10mila passi al giorno. Tuttavia si è aggiunta una scoperta nuova sull’importanza della frequenza dei passi al minuto. Chi riesce a tenere un passo più veloce – tra 80 e 100 passi al minuto – ottiene benefici maggiori a chi fa lo stesso numero di passi, ma a ritmo più lento.

I benefici di camminare velocemente

Chi cammina più velocemente ha un rischio di infarto inferiore del 35%, ha il 25% in meno di possibilità di sviluppare malattie cardiache, e il 30% in meno di probabilità di sviluppare demenza, rispetto a chi cammina più lentamente. Basterebbe, secondo lo studio, fare tra 2.400 e 3.000 passi al giorno camminando a ritmo svelto.

Il risultato viene confermato dalle dichiarazioni di Matthew Ahmadi, ricercatore presso l’Università di Sydney, uno degli autori dei due studi: “Non si tratta di camminare consecutivamente per 30 minuti. Può trattarsi anche solo di brevi e sporadiche accelerazioni durante il corso della giornata”. Sarebbe quindi molto importante non darsi solo l’obiettivo di raggiungere una certa quantità di passi al giorno, ma anche quello di effettuarne una certa percentuale a ritmo svelto. D’altra parte i benefici dell’attività fisica a livello cardiocircolatorio sono evidenti da moltissimo tempo.

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