Ricordi le 500 lire bimetalliche? Ecco quanto possono valere oggi

Le vecchie lire sembrano fatte quasi apposta per suscitare emozioni come nostalgia pura in particolar modo specifico da parte di chi ha effettivamente vissuto il periodo della vecchia lira.
Emissioni come le 500 lire bimetalliche, riconoscibilissime e somiglianti alle attuali monete da 2 euro rappresentano qualcosa di ancora relativamente comune al giorno d’oggi ma non per questo non risultano interessanti. Quanto possono valere oggi queste emissioni?

500 lire Bimetalliche, una storia italiana

Sono sicuramente le monete da 500 lire più riconoscibili ma non le uniche in quanto durante l’intero periodo di circolazione della lira anche quelle costituite d’argento (come ancora le più ricercate “con le caravelle sbagliate“). A partire dagli anni 80 del XX secolo la Zecca italiana ha iniziato a produrre la seconda versione repubblicana delle 500 lire, stavolta non più in argento ma sfruttando due leghe metalliche già utilizzate per altre emissioni.

Combinando queste due leghe si è ottenuta la forma base delle 500 lire che sono state prodotte e diffuse in grandi numeri, condizione che ha reso possibile anche una certa forma di mantenimento in buono stato di vari pezzi. Ma quanto possono valere?

La versione più comune delle 500 lire bimetalliche evidenzia due disegni diversi sulle due facce: su una è presente il Quirinale, sull’altra un volto femminile di donna di profilo. Questo “modello” è stato il più comune ma non l’unico in quanto questa emissione ha evidenziato dei modelli diversi in occasioni speciali.

Tante infatti sono state le edizioni commemorative, tutte molto interessanti ma non di grande valore: la stragrande maggioranza delle 500 lire in senso largo del termine è ancora troppo comune per valere più di 5- 6 euro anche se in eccellenti condizioni.

Le 500 lire bimetalliche di maggior valore, quali sono?

Esistono però altre varianti presenti in Italia ma non effettivamente italiane: infatti la zecca di Roma ha concepito delle versioni speciali delle Bimetalliche molto specifiche per San Marino e la Città del Vaticano.

Queste come valore e diffusione erano assolutamente compatibili con il mercato italiano quindi erano impiegabili nel resto del paese. Tra quelle vaticane spiccano le edizioni del 2000 legate all’anno del Giubileo, con la visita in Terrasanta dell’allora pontefice Papa Giovanni Paolo II. Questa moneta che ritrae proprio il papa polacco di spalle, vale tra i 20 ed i 70 euro se in condizioni eccellenti. Sull’altro lato della moneta è presente lo stemma vaticano.

La più interessante di quella di San Marino spicca quella, sempre del 2000 dedicata al Lavoro, in quanto evidenzia su uno dei lati un arcolaio, strumento tessile usato per dipanare le matasse fino a non troppe decadi fa, in questo caso il valore è compreso tra i 25 ed i 50 euro.

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