Quante volte al giorno fare pipì? Ecco la risposta dell’esperto

Una corretta idratazione è assolutamente fondamentle per reintegrare i liquidi persi dal corpo umano: in estate ciò è molto evidente a causa del sudore, il tradizionale “sistema di raffreddamento degli esseri umani” ma in realtà si suda anche in inverno.

L’organismo umano ha un costante bisogno di un ricambio d’acqua e, com’è risaputo, ciò avviene anche attraverso la minzione, termine che identifica gli atti fisiologici, sia volontari che involontari che portano l’espulsione dell’urina, contenuta in un vescica.

Quante volte al giorno fare pipì? Ecco la risposta dell’esperto

“Spesso” direbbero molti, banalizzando un po’ la risposta. Si perchè se da una parte è sicuramente vero che un costante ricambio di acqua attraverso l’idratazione. L’urina, ossia il prodotto finale della escrezione dei reni, sostanzialmente le “scorie” dei liquidi assimilati dall’organismo.

Muscoli volontari e involontari condizionano il processo di minzione, e si tratta di un processo che la maggior parte degli esseri umani devono “imparare” a gestire quando sono molto giovani (la celeberrima pipì a letto è un esempio sempre molto diffuso tra i bambini, che devono infatti “Imparare” a gestire la minzione).

Nella maggior parte dei casi bisogna seguire il ritmo dettato dal corpo, ossia quando c’è il bisogno di espletare, bisogna farlo al più presto possibile: solitamente un adulto sano, se beve 2 litri d’acqua al giorno (quantità consigliata), dovrebbe faare pipì ogni 4 ore, tendenzialmente quindi 6 o 7 volte ogni 24 ore.

Fare pipì tra le 4 e le 10 volte al giorno può essere considerato salutare se la frequenza non interferisce con la qualità della vita della persona.

Minzioni frequenti possono essere sintomo di problemi fisici come iperglicemia (ossia i livelli di zuccheri del sangue elevati) problemi ai reni, così come calcolosi e cistite. Anche minzioni inferiori alle 4 volte al dì possono essere sintomo di una idratazione insufficiente, ma anche di problematiche relative alla vescica o all’uretra.

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