Steam si prepara a sbarcare in Cina, ma dovrà seguire le linee guida del governo locale

La grande voglia di far parte del mondo globalizzato e “aperto” da parte della Cina si è più volte scontrata con le restrizioni piuttosto rigide adottate dal governo di Pechino che ha più volte osteggiato forme di intrattenimento decisamente in crescita e remunerative, come il settore dei videogiochi.



Steam in Cina

Il colosso asiatico ha da diversi anni adottato la politica dei marchi proprietari a sfondo tecnologico, e la diffusione di diversi brands anche nel nostro paese (Huawei, Oppo, Xiaomi giusto per citare qualche esempio) sono la dimostrazione di grandi passi in avanti in tal senso anche se c’è stato sempre un certo ostracismo nei confronti dei videogames, solitamente appannaggio del resto del mondo. La Cina tuttavia sta lentamente aprendo le frontiere anche a una delle piattaforme videoludiche più utilizzate e conosciute, ossia Steam creata dalla Valve oramai quasi 20 anni fa, principale piattaforma dei videogiochi per personal computer. Secondo diverse indiscrezioni Valve sarebbe pronta a lanciare nel mercato locale una versione alternativa dell’applicazione, specificatamente adatta alle rigide regolamentazioni del paese, che impone sugli editor stranieri un numero di licenza di approvazione fornito dal Governo.

Vpn

Secondo le indiscrezioni, Valve avrebbe accettato le condizioni imposte dalla Cina, a causa del mercato che appare troppo ghiotto in termini economici per lasciarlo da parte, anche a costo di scendere a patti con il sistema di censure cinese, che nel recente passato ha limitato le forme di intrattenimento non viste di buon occhio da Pechino.
Ora come ora giocatori cinesi possono accedere all’internazionale di Steam senza usare una VPN, come ha fatto sapere l’esperto di mercato orientale Daniel Ahmad.