Frasi, citazioni ed aforismi sull'Olocausto: ecco le migliori di oggi 27 gennaio - Giornata Internazionale della Memoria

Frasi, citazioni ed aforismi sull’Olocausto: ecco le migliori di oggi 27 gennaio – Giornata Internazionale della Memoria – Oggi è la Giornata Internazionale della memoria, è la giornata per onorare tutti gli ebrei morti durante l’Olocausto.
Questa è la giornata della sensibilità, la giornata in cui in qualche modo si cerca di chiedere scusa a tutti coloro che sono stati vittima di uno scellerato e folle personaggio. Vediamo insieme le frasi e le citazioni sulla Shoah.

Frasi, citazioni ed aforismi sull’Olocausto: ecco le migliori di oggi 27 gennaio – Giornata Internazionale della Memoria

  • Se Dio esiste, dovrà chiedermi scusa.
    (da una scritta ritrovata su muro di Auschwitz)
  • La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta.
    (Anna Frank)

     

  • Ricordare è un dovere: essi non vogliono dimenticare, e soprattutto non vogliono che il mondo dimentichi, perché hanno capito che la loro esperienza non è stata priva di senso, e che i Lager non sono stati un incidente, un imprevisto della Storia.
    (Primo Levi)
  • Sulle distese dove amore e pianto
    marcirono e pietà, sotto la pioggia,
    laggiù, batteva un no dentro di noi,
    un no alla morte, morta ad Auschwitz,
    per non ripetere, da quella buca
    di cenere, la morte.
    (Salvatore Quasimodo)

     

  • Auschwitz è patrimonio di tutti. Nessuno lo dimentichi, nessuno lo contesti. Auschwitz rimanga luogo di raccoglimento e di monito per le future generazioni.
    (Marta Ascoli)
  • Meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti. Tutti devono sapere, o ricordare, che Hitler e Mussolini, quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come dèi.
    (Primo Levi)

     

  • Si può legittimamente sostenere che l’Olocausto sia stato uno spartiacque della storia dell’umanità, la campana a morto dell’Illuminismo, la prova che la Civiltà occidentale non funziona. È come nei vecchi cartoni animati dei Looney Tunes, dove il protagonista supera di corsa l’orlo del burrone e continua a correre a mezz’aria. Ci vuole un po’ perché si accorga che non c’è più terreno su cui continuare a correre. Alla fine se ne rende conto e precipita al suolo con uno schianto. Allo stesso modo, la civiltà Occidentale è finita ad Auschwitz e noi non ce ne siamo resi conto.
    (Art Spiegelman)

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